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Assemblea Confindustria 2020: "Necessario un grande patto per l'Italia"

01/10/2020

MILANO - "Servono scelte per l’Italia del futuro. Scelte anche controvento. Serve il coraggio del futuro”. 

Con queste parole si è espresso il leader degli industriali, Carlo Bonomi, parlando all'assemblea di Confindustria, che si è tenuta il 29 settembre scorso a Roma.

Dopo "25 anni di stasi", è necessario puntare su una "nuova produttività" ed è su questo concetto ampio di produttività che si devono concentrare le azioni e le politiche dei prossimi anni, con l'obiettivo di massimizzare il ruolo di motore dello sviluppo del sistema delle imprese e del lavoro, e dare nuova centralità alla manifattura.

Bonomi ha quindi insistito osservando che "questo è il patto che chiediamo al Governo di scrivere", con Confindustria e con tutte le parti sociali; un patto che richiede una visione alta e lungimirante.

Si è quindi rivolto direttamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presente all'evento: “Presidente, lei ha detto: “se sbaglio sull’utilizzo del Recovery Fund, mandatemi a casa”. "No, signor Presidente. Se si fallisce, nei pochi mesi ormai che ci separano dalla definizione delle misure da presentare in Europa, non va a casa solo lei. Andiamo a casa tutti. Perché il danno per il Paese sarebbe immenso. Non ce lo possiamo permettere. È tempo di azione comune, oppure non sarà un’azione efficace.

Un forte appello alle riforme

E' quello che auspica Bonomi: “La nuova produttività deve considerare contestualmente le politiche di innovazione, la formazione e l’advance knowledge, la regolazione per promuovere l’efficienza dei mercati, le infrastrutture abilitanti sia fisiche (ovvero ICT, logistica ed energia), sia istituzionali (PA, competenze e organizzazione sinergica) e interventi strutturali per la coesione sociale". 

Conte ha accolto questo forte appello alle riforme, precisando che: "La parola riforme è stata collegata, in passato, a politiche di austerità. Queste misure hanno avuto un costo sociale enorme. Le riforme di cui abbiamo bisogno oggi sono quelli che ci possono permettere di porre da un lato la Pa nelle condizioni di spendere miliardi di euro in investimenti materiali e immateriali, e dall’altro di rendere l’ambiente normativo più favorevole alle imprese e agli investimenti privati.

"Si tratta - ha concluso Conte - di semplificare gli appalti pubblici, di riformare la giustizia civile e tributaria e di rendere più attrattivo il contesto normativo. Non siamo affatto convinti che ci sia uno Stato buono e un privato cattivo, basta guardarsi intorno per vedere che i migliori casi sono frutto della collaborazione tra pubblico e privato”.

 



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