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Rischio furti nel dopo-lockdown: è bene pensare alla sicurezza delle abitazioni

03/09/2020

MILANO - Il Ministero dell'Interno ha di recente reso noto che il lockdown un dato positivo lo ha fatto registrare. Sono crollati infatti i furti nelle abitazioni - 76 per cento, e altrettanto può dirsi per quelli negli esercizi commerciali: - 68 per cento.

Il rientro, anche se parziale, alla normalità e queste settimane di vacanza non lasciano sperare nulla di positivo, perchè i ladri, in genere professionisti del furto, potrebbero cercare di recuperare il periodo di inattività. E' quindi concreto il rischio di una recrudescenza di questo reato che, oltre al danno economico è al tempo stesso sinonimo di una grave violazione dell’intimità familiare.

Il timore dei furti da parte degli italiani 

E' alta la percezione del pericolo tra molti italiani, al punto che in tanti hanno già preso le dovute contromisure. In verità, a parte i mesi del Lockdown, negli anni più recenti, il numero dei furti nelle abitazioni e nei negozi si era ridotto. Rimangono però considerevoli i dati: oltre 191mila i reati denunciati, vale a dire 524 furti al giorno, circa 22 all’ora.

Nel mirino soprattutto le grandi città: è Milano ad avere il primato (quasi 14mila furti in dodici mesi) seguita da Roma e Torino. Passando dai numeri assoluti a quelli relativi le sorprese non mancano. A capeggiare questa classifica è Asti (con 655 denunce ogni 100mila abitanti), incalzata da Ravenna e da Firenze. Milano è 23esima, Torino 25esima, Roma 61esima, Napoli quasi in coda alla classica, alla posizione numero 101.

Il merito maggiore della riduzione di furti denunciati è da attribuire alle forze dell’ordine. E' da affermare anche che una fortissima azione di deterrenza è stata attuata dai cittadini. Sono tantissimi infatti gli italiani preoccupati che hanno investito risorse per ridurre i rischi di intrusioni indesiderate e non di rado pericolose per la propria incolumità. Dal Censis si apprende, infatti, che nel nostro Paese su quasi 30 milioni di immobili dotati di utenze domestiche (acqua, elettricità, gas) due su tre (66,5 per cento) sono muniti di porte blindate, quasi uno su due (42 per cento) di un sistema d’allarme, uno su tre (33,5 per cento) di inferriate a porte e/o finestre, tre su dieci (il 31 per cento) di infissi speciali, vetri anti-effrazione, telecamere.

Pur potendo affermare che siamo un popolo prudente e anzi guardingo, alcuni dati evidenziano come oltre dieci milioni di immobili dotati di utenze domestiche non hanno difese. Tantissime abitazioni sono infatti non sicure, esposte ai furti e ancora troppe persone non intendono o non hanno la possibilità di correre ai ripari. 

La sicurezza innanzitutto 

La soluzione più economica – spiegano da CNA Installazione Impianti – è rappresentata dalle inferriate: per una grata fissa in ferro di dimensioni medie la spesa si aggira sui 350 euro. L’installazione di una porta blindata costa mediamente 1100 euro, una serratura ad alta sicurezza 6/700 euro, finestre antisfondamento circa 1400 euro al metro quadro. Affidarsi a soluzioni più sofisticate (e, naturalmente, più onerose) – è il caso degli impianti di sicurezza antintrusione – richiede tra 1500 e 3mila euro e anche più. L’integrazione con un sistema di videosorveglianza richiede un’aggiunta tra i 500 e i mille euro. Somme alle quali vanno aggiunti i costi di manutenzione e/o aggiornamento necessari a mantenere funzionale ed efficace ogni barriera tra abitazione e malviventi.

I consigli di CNA Installazione e Impianti contro i furti

“L’importante – assicura Carmine Battipaglia, presidente di CNA Installazione e Impianti – è che l’installazione degli impianti antifurto sia effettuata da personale specializzato che usa prodotti di alta qualità. In questi casi, il cosiddetto fai da te è decisamente sconsigliabile, sian per una questione di funzionalità sia per l’efficacia degli impianti stessi. Se subisco un furto nella mia abitazione e l’impianto è stato installato da un abusivo l’assicurazione non mi risarcirà. Se poi parliamo di videosorveglianza una telecamera installata non correttamente da qualche improvvisatore espone il committente alle pesanti sanzioni previste dalla normativa sulla privacy”.

 


maggiori informazioni su:
https://www.cna.it/



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