lunedì, 6 luglio 2020

W la Privacy

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Il Regolamento sulla e-privacy rimane una priorità per la Commissione europea

17/06/2020

MILANO - Sarà la presidenza tedesca a occuparsi della regolamentazione dell'e-privacy. Lo rende noto Oleg Butkovic, ministro croato per le infrastrutture, informando i ministri Ue delle telecomunicazioni, riuniti di recente in videoconferenza, sui progressi compiuti nei dossier.

Durante la presidenza croata - ha osservato -  "abbiamo proposto una serie di revisioni per semplificare il testo sull'e-privacy, la protezione dei dati nella comunicazione elettronica, ma sfortunatamente è stato difficile portare avanti le negoziazioni con il gruppo di lavoro sulle telecomunicazioni a causa della pandemia. E' necessario quindi ulteriore lavoro, nelle prossime settimane lavoreremo insieme con la presidenza tedesca per assicurare progressi su questo dossier".

"La regolamentazione dell'e-privacy resta una priorità per la Commissione Ue e sosteremmo la presidenza tedesca nel suo impegno ad ottenere l'adozione del testo appena possibile", ha aggiunto il commissario per il Mercato interno Thierry Breton

"Il coronavirus ha dimostrato quanto la regolamentazione dell'e-privacy e della protezione dei dati (Gdpr) siano strumentali nell'affrontare diverse sfide, come l'uso di dati anonimi e aggregati sulla localizzazione dei telefonini e lo sviluppo di app per la prevenzione. Allo stesso tempo è urgente modernizzare il quadro normativo per avere maggiore chiarezza legale e strumenti più moderni".

Un nuovo centro sulla cybersecurity UE

Quanto alla nascita e alle regole del nuovo Centro sulla cybersecurity Ue, Butkovic ha ricordato che il 3 giugno scorso il Coreper ha concordato un nuovo mandato per portare avanti i negoziati con il Parlamento Ue. Questo consentirà di avviare trattative, che però si concluderanno con ogni probabilità sotto presidenza di turno tedesca dell'Ue.

"La Commissione è pronta ad assistere il Consiglio e il Parlamento Ue per concludere le negoziazioni del trilogo appena possibile" ha concluso Breton. Rimane da stabilire la sede del nuovo Centro, un nodo che sarà sciolto durante i negoziati tra Parlamento Ue e Consiglio. "Un criterio certo è che non avrà sede in un ambiente non ritenuto del tutto sicuro, in particolare si deve poter far affidamento sugli operatori delle telecomunicazione e delle reti 5G".

 

 

 

 

 

 


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www.fedeprivacy.org



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