"In Italia abbiamo circa 200 mila piccole e medie aziende, poco più di 20 mila grandi imprese e 3 milioni di micro o individuali. Quindi se restringiamo il campo anche solo alle 220 mila capiamo la dimensione del nostro tessuto sociale. Realtà che arrivano da una tradizione meccanica e che quindi di informatica non hanno né una storia né una cultura né competenze consolidate. Noi siamo passati dall’essere i più arretrati ad adesso, che pur avendo una chiara percezione del problema non siamo ben preparati alle minacce”.
Sono parole di Alvise Biffi, CEO Secure Network e Vicepresidente Assolombarda con delega a Organizzazione, Sviluppo e Marketing (in foto), in occasione della recente XXIV Edizione della rassegna Italia Direzione Nord, promossa dalla Fondazione Stelline, evento che si è svolto presso la Triennale di Milano lo scorso 25 novembre. Al panel Le nuove sfide per la cyber sicurezza hanno partecipato Giulio Gallera, Presidente della Commissione Speciale PNRR, Regione Lombardia, Alessio Pennasilico, componente del comitato scientifico di Clusit, Associazione italiana per la sicurezza informatica, Greta Nasi, Direttrice Laurea Magistrale di Università Bocconi e Politecnico di Milano in Cyber Risk Strategy and Governance e Alvise Biffi, CEO Secure Network e Vicepresidente Assolombarda con delega a Organizzazione, Sviluppo e Marketing.
“Sette anni fa le aziende avrebbero rilegato il tema della cyber sicurezza a un discorso di privacy, non vedendolo come un vero problema. Oggi invece la consapevolezza è diffusa, ed è chiaro che è un tema che riguarda tutte le imprese, che devono poterlo affrontare. La normativa aiuta, ma mancano investimenti e aiuti economici, senza contare le competenze, che non sono semplici da trovare” - sottolinea Biffi.
Guardando al futuro, a cosa l’Italia sta facendo e sarà chiamata a fare, Biffi precisa: “Normativamente siamo avanti, funziona bene, e c’è un cambio netto di percepito. C’è voglia da parte del tessuto economico di colmare il gap, ci sono strumenti ben pensati che stanno lavorando bene; quindi, va solo rafforzata la modalità per consentire di avere risorse adeguate a tutti, anche a chi ha meno strumenti per affrontare il tema”.
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