BOLOGNA - Giorgio Pighi, presidente del Forum Italiano sulla Sicurezza Urbana (FISU), ha annunciato che alcune Università, italiane e non, stanno cercando di mettere a punto sistemi di videosorveglianza intelligenti. Lo ha fatto in occasione del primo summit Euro-Mediterraneo sulle nuove tecnologie per la sicurezza urbana, svoltosi a Genova il 20 e 21 maggio scorso, precisando che questi dispositivi dovranno essere in grado di selezionare le immagini rilevanti in rapporto alla commissione dei crimini. Le nuove tecnologie per contrastare la criminalità significano innanzitutto centrali operative molto evolute e videosorveglianza. "Quest'ultima – ha spiegato Pighi - comporta la ridefinizione di parametri di fondo di alcune libertà fondamentali, in relazione alla privacy e all'individuazione di nuovi strumenti per acquisire la prova, nel caso di immagini che devono essere utilizzate in sede giudiziaria". Il dibattito che si è aperto su questo tema è stato molto intenso, incentrato sulla necessità di trovare un equilibrio tra garanzia dei diritti individuali e tecnologia, evitando peraltro facili entusiasmi e tenendo ben presente il fatto che è arduo trovare un'immagine significativa ai fini della ricostruzione dei fatti in una quantità imponente di dati. Per questa ragione è davvero significativa la notizia che si stiano cercando di sviluppare nuove tecnologie capaci di una lettura intelligente delle immagini, nel pieno rispetto dei diritti fondamentali delle persone.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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