La business continuity non è un’opzione, ma una leva strategica per garantire sicurezza e resilienza. La lezione, durissima, ce l'ha data il ciclone Harry. Un disastro che ha colpito Sicilia, Sardegna e Calabria, provocando oltre due miliardi di euro di danni e mettendo in ginocchio settori chiave come turismo e agricoltura. L’impatto, secondo Il Sole 24 Ore, potrebbe tradursi in una perdita di PIL tra lo 0,8% e l’1% nelle aree più esposte, con ricadute su occupazione e crescita.
Molte imprese, seppur assicurate, si sono scoperte vulnerabili rispetto ai danni più gravi causati dalle mareggiate. E vista la frequenza ormai ricorrente degli eventi catastrofici, non è più tempo per chiedersi come ricostruire a posteriori: occorre una pianificazione strutturata capace di rafforzare prevenzione e risposta alle emergenze. Perché (soprattutto - ma non solo) per le realtà che operano in territori fragili, investire oggi in sicurezza significa proteggere il business di domani.
In questo scenario, Security Manager e Risk Manager – professionalità rappresentate in AIPSA, Associazione Italiana Professionisti Security Aziendale – svolgono un ruolo centrale nel supportare le aziende nella valutazione continua dei rischi, nell’adozione di piani di continuità operativa aggiornati e nell’integrazione di prevenzione e resilienza nelle strategie aziendali.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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