del Gruppo EVAC ANIE Sicurezza
La sicurezza degli occupanti in un edificio è un obiettivo che richiede l’azione coordinata di diverse tecnologie. In questo scenario, i sistemi di segnalazione allarme vocale (EVAC) rappresentano una componente essenziale per la protezione della vita umana, permettendo di trasmettere informazioni precise in caso di emergenza. Con la pubblicazione della nuova norma UNI 11988:2025, il settore dispone di un quadro tecnico finalmente armonizzato con le normative IRAI (Impianti di Rivelazione Allarme Incendio), come la UNI 9795 per la progettazione e installazione e la UNI 11224 per la manutenzione.
Cosa cambia: l’addio alla UNI ISO 7240-19
La novità più rilevante per i professionisti è che la UNI 11988:2025 sostituisce ufficialmente la precedente UNI ISO 7240-19. Mentre la vecchia norma internazionale forniva linee guida generali, la nuova norma italiana entra nel dettaglio operativo, allineando capitoli, riferimenti e tabelle agli standard nazionali già in uso per la rivelazione incendio. Questo significa che, oggi, un progetto EVAC non è più un’entità isolata, ma diventa parte integrante del progetto IRAI, con una documentazione tecnica coordinata che include relazioni descrittive, schemi a blocchi e disegni di layout specifici per l’alimentazione e la distribuzione del segnale.
Sistemi complementari, non antagonisti
Un aspetto fondamentale confermato dalla normativa è la visione dei sistemi di segnalazione come strumenti complementari. In accordo con la UNI 9795, il sistema EVAC può essere utilizzato sia in combinazione con i tradizionali dispositivi di tipo sonoro (sirene), sia in loro vece. Tuttavia, la norma pone un requisito tecnico perentorio: laddove siano presenti entrambi, il sistema di allarme sonoro non deve assolutamente interferire con l’intelligibilità del messaggio vocale. L’obiettivo primario resta infatti la diffusione di messaggi (pre-registrati o dal vivo) che siano perfettamente comprensibili per guidare le persone in sicurezza.
Le Categorie e i livelli di sicurezza: le appendici informative
La UNI 11988 introduce un approccio molto più strutturato nella definizione dell’architettura del sistema, basata sul piano di gestione delle emergenze. Le novità si concentrano su due pilastri definiti nell’Appendice B:
• Categorie (da V1 a V5): definiscono le modalità di controllo. Si passa dalla V1 (evacuazione automatica con messaggi pre-registrati) alla V3 (messaggi dal vivo a zone), fino alla V4, che permette un controllo manuale completo sia dei messaggi pre-registrati che di quelli dal vivo. E’ introdotta rispetto alla norma precedente la categoria V5 aggiuntiva a discrezione del progettista.
• Livelli di Sicurezza (I, II, III): definiscono la resilienza ai guasti. Il Livello I ammette che un guasto possa disattivare una zona su un singolo piano, il livello II richiede che in caso di guasto il messaggio di emergenza sia ancora udito, mentre il Livello III impone un sistema completamente ridondante, dove l’intelligibilità del parlato (misura STI) non deve mai scendere sotto lo 0,45 in nessuna zona, anche in caso di guasto totale di un ramo.
Focus Installazione: rigore e verifica
Per l’installatore, la UNI 11988 specifica che l’impianto deve essere realizzato in conformità alla documentazione di progetto. Una novità procedurale importante riguarda la fase di Verifica del Sistema, necessaria prima della consegna formale. Lo scopo è rendere operativo l’EVAC e dimostrarne la conformità ai requisiti di progetto. Tra le verifiche operative, la norma descrive ora dettagliatamente nell’Appendice E come controllare la messa a terra, l’alimentazione delle periferiche e il corretto collegamento della schermatura dei cavi per prevenire il rumore elettrico, nemico giurato della chiarezza del messaggio.
Manutenzione: scadenze chiare e “Verifica Generale”
La UNI 11988 si allinea alla UNI 11224 definendo fasi e periodicità obbligatorie per la manutenzione:
1. Controllo periodico (ogni 6 mesi): per verificare la funzionalità costante del sistema.
2. Verifica generale (almeno ogni 12 anni): una novità sostanziale che richiede un controllo approfondito di tutti i componenti e delle prestazioni acustiche.
3. Sorveglianza continua: secondo il piano programmato dal responsabile del sistema.
Tutti i risultati di queste prove, inclusi i campionamenti dell’intelligibilità effettuati tramite i metodi STI o STIPA, devono essere riportati nel registro antincendio e nelle liste di riscontro previste dalle Appendici C e D.
In conclusione, la UNI 11988:2025 non è solo un aggiornamento, ma un vero manuale operativo che permette all’installatore di integrare perfettamente la tecnologia EVAC nella catena della sicurezza antincendio, garantendo che i messaggi salvavita siano sempre udibili e, soprattutto, comprensibili.
La versione integrale dell’articolo riporta tabelle, box o figure, per visualizzarle apri il pdf allegato.
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