di asmag.com
La chiusura 2024 ha confermato un’economia in equilibrio precario ma resiliente: il PIL globale è cresciuto del 2,8% e la security fisica ha seguito un ritmo analogo. Le aziende incluse nell’annuale indagine Security 50 di asmag.com – nostro partner nella Security Media Alliance – hanno registrato un +3,28% complessivo, un dato moderato ma positivo in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, protezionismi e una diffusa incertezza internazionale. Guardando al 2025-26, però, il comparto mostra un ottimismo diffuso, spinto dall’avanzata dell’AI e da un cambio di paradigma tecnologico che ridisegna ruoli, modelli di business e priorità operative.
Nella Top 10 del 2025 dominano, come da copione, Hikvision, Dahua, ASSA ABLOY, Motorola Solutions, Axis, Allegion, Tiandy, Hanwha Vision, Raythink e TKH. Le prime due mantengono distanze siderali dal resto del gruppo, con ricavi rispettivamente di 12,87 e 4,48 miliardi di dollari. Tra le new entry figurano Raythink, Alarm.com, Arlo e Innodep, segno di un mercato in cui software, edge AI e soluzioni verticali stanno assumendo un peso crescente.
Chi sale e chi scende
Le performance più brillanti del 2024 premiano ITX, Sparsh CCTV, Tamron, Everfocus, Milestone e Hanwha Vision. Al contrario, i giganti cinesi rallentano sotto il peso di un mercato domestico in contrazione del 7,8% (fonte Novaira) e al terzo anno consecutivo di calo secondo Omdia. Le dinamiche geopolitiche hanno però avuto effetti meno gravi del previsto: buona parte dei grandi player ha delocalizzato la produzione, riducendo l’impatto dei dazi e sostituendo le tecnologie statunitensi con alternative domestiche.
AI integrata: da costo a valore strategico
L’intelligenza artificiale è ormai la leva competitiva centrale: trasforma la sicurezza da centro di costo a generatore di valore. L’AI predittiva, le analytics avanzate e i modelli su larga scala migliorano accuratezza, ricerca video, classificazione e riduzione dei falsi allarmi. Hikvision sta investendo nei propri modelli “large-scale”, mentre l’intero settore riconosce che la prossima differenziazione avverrà sulla qualità dell’AI e sulla profondità dei dati.
Large scale AI
Proprio i modelli di large-scale AI sono al centro del Technology Suitability Index 2025 di asmag.com: molto discussi, ricchi di potenziale, ma non ancora del tutto maturi. Soffrono di carenza di dataset reali, mancanza di trasparenza e difficoltà nella governance. Nel lungo periodo, tuttavia, saranno cruciali per analisi contestuali, capacità predittive e automazione intelligente. Più solide, invece, risultano le analytics dedicate al business intelligence: heatmap, analisi dei comportamenti, ottimizzazione dei flussi, rilevamento oggetti. Tecnologie che trasformano il video in uno strumento strategico per retail, logistica, hospitality e pubblica amministrazione.
AI: buona o cattiva?
L’aumento degli attacchi basati su AI e delle manipolazioni video genera un’escalation di rischi che spinge la cybersecurity al centro delle priorità. Nel Technology Suitability Index è il tema più maturo e più urgente: crittografia end-to-end, secure boot, certificazioni, privacy-by-design e conformità a GDPR, AI Act e NIS2 diventano requisiti indispensabili per competere, soprattutto negli appalti pubblici e governativi. La complessità cresce anche per carenza di talenti qualificati – un problema non solo italiano o europeo, a quanto pare – che rallenta l’innovazione e costringe molti vendor ad ampliare programmi di formazione e supporto.
Mercati globali: crescita moderata ma nuove geografie protagoniste
Il panorama europeo, nordamericano e cinese è ormai “di sostituzione”, mentre Medio Oriente, Sud America, Sud-est asiatico e India guidano l’espansione con una domanda più fresca e sistemi installati ex novo. Secondo Novaira Insights, il mercato mondiale della videosorveglianza è cresciuto dell’1,7% nel 2025, con una forte dicotomia: Cina a –5,2% e resto del mondo a +6,1%. La debolezza cinese, già evidente nel 2024 (-7,8%), deriva dal rallentamento immobiliare, dal taglio della spesa pubblica e da una minore fiducia delle imprese. Secondo Omdia, la ripresa arriverà solo nel 2026, sostenuta da investimenti statali e grandi progetti infrastrutturali.
Nuovo baricentro: dall’hardware al software
La trasformazione è profonda e ormai irreversibile. Memoori stima che il mercato della videosorveglianza passerà da 33,8 miliardi nel 2024 a 47,9 nel 2030, trainato dalle analytics e dal software, che crescono a tassi quasi doppi rispetto all’hardware. In parallelo, l’AI on-board diventa mainstream: entro il 2030 il 64% delle telecamere avrà capacità deep learning native (era il 23%). Omdia conferma lo stesso trend: entro il 2029 il 61% dei dispositivi sarà dotato di AI edge, grazie a tecniche come la knowledge distillation che portano modelli complessi su chip compatti. Questa intelligenza distribuita sposta il settore dalla sicurezza reattiva all’analisi predittiva, rafforzata da funzioni di free text search, riconoscimento contestuale e autonomous decision-making. L’AI generativa abilita interpretazioni più precise e contestuali, riduce falsi allarmi, personalizza gli algoritmi e accelera lo sviluppo di nuove applicazioni.
UE: laboratorio mondiale AI etica
Nel 2025 il mercato europeo è il più influenzato dalle normative. Il GDPR è ormai il fondamento dell’etica dei dati, mentre l’AI Act introduce criteri severi su dataset, bias, trasparenza e limiti d’uso. Pratiche come la raccolta indiscriminata di volti o l’emotion recognition in scuole e luoghi di lavoro sono vietate, imponendo confini chiari all’adozione dell’AI. Ma la regolazione non blocca l’innovazione: la orienta e privacy-by-design, accountability, logging avanzato e governance algoritmica diventano vantaggi competitivi. Per gli integratori europei, la compliance non è più in sostanza un passaggio finale ma un principio “by design”: l’elaborazione edge riduce esposizione dei dati, il cloud ibrido diventa la soluzione dominante, combinando registrazione locale con backup immediato online. Crescono architetture modulari, multi-sito e AI-ready, ideali per scenari complessi come protezione perimetrale, manutenzione predittiva ed energy management.
AI, IoT, 5G e cybersecurity: i pilastri del Technology Suitability Index 2025
Dalla survey di asmag.com emerge un settore a doppia velocità: alcune tecnologie – come cybersecurity e IoT – risultano mature; altre, come la large-scale AI, sono promettenti ma ancora in fase di consolidamento. Le analytics per il business intelligence ottengono i punteggi migliori grazie alla capacità di estrarre insight operativi dal video. La cybersecurity resta la priorità assoluta: l’aumento degli attacchi basati su AI, la diffusione di dispositivi IoT e i requisiti della NIS2 spingono verso crittografia end-to-end, secure boot, firmware firmati e vulnerability management trasparente.
Cloud ibrido e cyber-resilienza
Il cloud cresce in tutti i continenti, ma in Europa prevale un approccio graduale e cauto. Il 60% delle organizzazioni sceglie soluzioni ibride, che garantiscono controllo dei dati, efficienza dei costi e scalabilità. La complessità architetturale, però, amplia la superficie d’attacco: normative come il Cyber Resilience Act impongono un principio “secure-by-design” per tutti i prodotti connessi, compresi i sistemi di videosorveglianza.
Controllo accessi 2025
Anche il controllo accessi vive una trasformazione profonda. In Europa, il focus si sposta da “porte e lettori” alla gestione olistica delle identità. Il GDPR – soprattutto sui dati biometrici – impone basi legali rigorose, processi verificabili e audit continui. Crescono gli standard aperti come OSDP, che abilitano interoperabilità, sicurezza avanzata e gestione remota. Le credenziali mobili si diffondono nei contesti multi-sito e di lavoro ibrido, mentre l’integrazione con HR, HVAC e workplace app porta la sicurezza nel cuore della gestione degli edifici. Data center, utility e infrastrutture critiche guidano gli investimenti, richiedendo architetture zero-trust, continuità operativa e automazione basata su AI.
Verso il 2026
Il settore guarda al futuro con ottimismo, ma anche con responsabilità. AI distribuita, cloud ibrido, normative stringenti, identità digitali, cybersecurity e automazione saranno i cardini della prossima evoluzione. Avrà successo chi saprà orchestrare questi elementi in architetture coerenti, trasparenti e resilienti.
In poche parole? La security non deve essere solo più intelligente, ma anche più consapevole, più interoperabile e più sostenibile. Una sicurezza che unisce performance, governance e tutela dei diritti, preparando il terreno alla prossima generazione di soluzioni per un mondo sempre più interconnesso.
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