di Ilaria Garaffoni
Per sembrare fighi bisogna sentirsi fighi — che è anche il presupposto per diventarlo davvero. Mentre la sindrome di Calimero continua a serpeggiare tra una parte della vecchia guardia del security management, le nuove leve — dove le quote rosa battono i colleghi 3 a 4 e l’estrazione civile è ormai del 100% — vivono la professione con tutt’altro spirito: sono considerate, soddisfatte e pure ben pagate. Girl power, meno sbirri e più manager: è questa la ricetta della felicità? In realtà la risposta si chiama comunicazione. L’ha spiegato il trascinatore Andrea Piovan, che peraltro smentisce l’iconografia del senior security manager old style, durante l’evento “Richemont: Empowering Italian Organizations, Global Security 2026 Forecast” del 26 novembre scorso.
Volete essere ascoltati dal CEO? Parlate la sua lingua. Imparate a descrivere il rischio partendo dal core business, non terrorizzate il board, non irrigiditevi dietro alle liturgie del manuale del perfetto security manager.
Stanchi di elemosinare budget con il piattino? Sviluppate un growth mindset: accettate i feedback, soprattutto quelli negativi e soprattutto se arrivano da dipartimenti che con la security non c’entrano nulla. E ancora: scardinate le gerarchie, parlate con tutti, allenate il pensiero laterale (un certo Jeff Bezos ha creato i two–pizza teams per favorire agilità e innovazione bandendo la burocrazia).
E poi serve uno storytelling nuovo, capace di trasmettere l’emozione che la sicurezza può generare. Basta curve gaussiane, tecnicismi, geopolitica e attacchi cyber: raccontate l’impatto emotivo e strategico della sicurezza. Valorizzate la serenità di poter lavorare — e comprare, produrre, erogare servizi — in un ambiente sicuro, che abilita continuità operativa e fiducia. È questa la leva che conquista il top management.
Sogni ad occhi aperti? Non per Richemont, dove la security è riconosciuta non solo come una funzione di supporto, ma come un business partner strategico ed essenziale. Il suo ruolo va ben oltre la mera protezione fisica, estendendosi alla salvaguardia di persone, di prodotti di altissimo valore, della reputazione inestimabile dei brand e, in particolare nel luxury, della customer experience - un pilastro fondamentale. Una visione espressa direttamente da figure di spicco come Silvia Ponzoni, CEO & CFO di Richemont Italia; Vianney Duault, South East Europe Commercial Director di Cartier, e Paride Toma, Managing Director di Montblanc Italia. E, diciamocelo, quanto è raro un tale livello di coinvolgimento da parte di top manager in un evento dedicato alla security?
E poi certo che viviamo in un contesto di permacrisi, come ha raccontato Enrico Regiroli, Director di Control Risks Italy. Contesto che rende la gestione della sicurezza ancora più strategica e orientata al valore e che richiede un approccio proattivo e adattivo per navigare la costante evoluzione delle minacce e delle incertezze globali. Tutte matrici che impattano sulle organizzazioni e sulle catene del valore.
E sì, c’è ancora molto da fare perché la security vada davvero oltre la semplice protezione. Umberto Saccone, Strategic Advisor di International SOS, ha richiamato il D.Lgs. 81/08: la security non è citata dalla norma, ma il DVR deve includere tutti i rischi, anche quelli esogeni (furti, sabotaggi, attacchi informatici). Se la security impatta direttamente sul lavoro, il Testo Unico non può quindi essere ridotto a normativa antinfortunistica. Anche la defiscalizzazione degli investimenti in security potrebbe diventare un concreto strumento di valorizzazione, ha aggiunto Saccone.
Tutto vero. Nel frattempo, in platea, i security manager — insieme a esperti, dirigenti di altre funzioni e qualche libero pensatore — immaginavano quali soft skill allenare per scrollarsi di dosso la sindrome dell’accerchiamento e uscire dall’incomprensione che affligge il settore.
Mentre io già fantasticavo su payoff alla L’Oréal tipo “Because security matters” o, meglio ancora, “I’m securin’ it.”
Che un Mac Burger tira più di una lacca per capelli.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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