di Giovanni Villarosa - Laureato in Scienze dell’Intelligence e della Sicurezza, esperto di Sicurezza Fisica per Infrastrutture, CSO e DPO, membro del comitato tecnico-scientifico del CESPIS, Centro Studi Prevenzione, Investigazione e Sicurezza
In questo numero, l’angolo “Installazione for dummies” affronterà, per integrare l’argomento trattato tempo fa in tema di sicurezza perimetrale nel suo insieme (antintrusione, controllo accessi, videosorveglianza, etc), una breve panoramica sulla futuristica “quarta dimensione” della security, quale supporto tecnologico ai classici sistemi perimetrali: parliamo del complesso e sofisticato mondo dei sistemi SAPR (sistemi di aeromobili a pilotaggio remoto), comunemente conosciuti con il sostantivo Drone, ma anche degli avveniristici prodotti della robotica nel campo della security, i Cani Robot.
Nel mondo della sicurezza antintrusione sta emergendo un nuovo ambito operativo, complementare alla protezione perimetrale tradizionale basata su TVCC e sensori. Si tratta di una quarta dimensione della security, più interattiva e dinamica, che integra l’impiego dei droni intelligenti, capaci di dialogare con i sistemi dell’ecosistema IoT. I più recenti modelli di SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) sono già in grado di monitorare efficacemente perimetri esterni in qualsiasi condizione di luce o clima, offrendo una sorveglianza continua e adattiva.
Droni indoor
L’innovazione tecnologica ha esteso il campo d’azione dei droni anche agli ambienti interni, grazie a piattaforme hardware e software evolute, supportate da sensori specializzati. Questi dispositivi possono muoversi autonomamente in spazi ridotti, rilevare la presenza di persone, analizzare comportamenti sospetti o potenzialmente criminogeni e trasmettere in tempo reale immagini e dati a operatori remoti. Attraverso la sincronizzazione con la sensoristica di sicurezza già installata - telecamere, radar, sensori di movimento - i droni intervengono automaticamente in caso di allarme, effettuando verifiche sul posto. Il collegamento con gli operatori avviene tramite canali crittati e ridondanti, accessibili da smartphone, tablet o PC, che permettono la visualizzazione in streaming di quanto accade lungo i perimetri o all’interno delle aree sorvegliate.
Potenzialità e limiti nella sicurezza privata
Il mercato offre oggi sistemi sempre più diffusi anche nella sicurezza privata, ma è fondamentale ricordare che, dal punto di vista giuridico, i droni restano aeromobili telecomandati, soggetti a una normativa specifica. La crescente diffusione di questi dispositivi ha posto nuove sfide regolamentari, che toccano non solo la pubblica sicurezza ma anche la tutela della privacy e la gestione dei dati personali raccolti dalle telecamere di bordo. Il GDPR identifica i droni e gli aeromodelli sotto la sigla UA – Unmanned Aircraft, sottolineando come le riprese video effettuate costituiscano a tutti gli effetti dati personali. Ne consegue che il loro trattamento deve rispettare le regole in materia di protezione, conservazione e sicurezza, tenendo conto anche del rischio di furto o hackeraggio delle immagini.
Il quadro normativo: ruolo dell’ENAC
In Italia, l’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) ha introdotto il primo Regolamento sui droni già nel 2013, in collaborazione con il Garante per la Privacy. Il documento, aggiornato nel 2015 e successivamente ampliato, ha definito i principi fondamentali per l’uso operativo dei SAPR e per la gestione delle riprese in aree sensibili. Oggi l’ENAC mette a disposizione una serie di atti normativi consultabili nella sezione dedicata “Normativa Droni” sul proprio portale ufficiale.
Robot terrestri
Parallelamente ai droni aerei, la robotica terrestre sta entrando con forza nel settore della sicurezza. I cosiddetti “cani robot” rappresentano un’evoluzione concreta nei metodi di monitoraggio e gestione della sorveglianza, sia perimetrale che interna, in contesti aziendali o istituzionali.
Dotati di telecamere e sensori ad alte prestazioni, questi robot si muovono autonomamente, trasmettendo immagini e dati in tempo reale ai centri di controllo. La loro utilità diventa cruciale in situazioni pericolose - ambienti contaminati, zone a rischio, calamità naturali o operazioni di soccorso - dove consentono di raccogliere informazioni vitali senza mettere a rischio l’incolumità degli operatori.
Robot dogs e AI
La nuova generazione di robot quadrupedi, progettata per integrarsi con i sistemi di sicurezza fisica e logica, è in grado di apprendere e adattarsi grazie all’uso dell’intelligenza artificiale. Questi dispositivi possono salire scale, operare sott’acqua, raggiungere velocità prossime ai 30 km/h e mantenere un’autonomia di oltre 5 km. Le loro piattaforme di controllo, totalmente integrabili con i sistemi di videosorveglianza e gestione accessi, permettono una difesa intelligente e reattiva anche di infrastrutture critiche.
Come ricordano Bauman e Lyon in “Sesto potere: la sorveglianza nella modernità liquida”, “la nuova generazione dei droni resterà invisibile, ma renderà visibile tutto il resto”. La sicurezza del futuro sarà dunque caratterizzata da tecnologie autonome, integrate e interconnesse, capaci di ampliare la percezione umana e garantire un controllo continuo, discreto e adattivo. La sfida per i professionisti del settore sarà quella di equilibrare innovazione e tutela dei diritti, coniugando la potenza dei nuovi strumenti di sorveglianza con il rispetto delle regole e della dignità individuale.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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