Applicazioni e soluzioni

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Antincendio e accessi uniti per proteggere reperti e dossier

23/07/2015

Stato di fatto ed esigenze del committente

A prima vista, l’esigenza espressa dal committente sembrava ovvia: tenere al sicuro i propri archivi e magazzini dal rischio incendio e impedire l’intrusione di persone non autorizzate. Analizzando i dettagli, tuttavia, qualcosa non tornava. Le misure atte a tenere lontano il fuoco e gli estranei dai locali in cui erano conservati reperti particolari e informazioni “sensibili” c’erano già. E allora cosa c’era che non andava? La committenza (di cui, per ragioni di sicurezza, non possiamo rivelare il nome) lamentava che il sistema in funzione, oltre a essere datato, avesse manifestato negli anni diverse debolezze e criticità. Occorreva, insomma, sostituire gran parte dell’impianto esistente compiendo un deciso salto di qualità. Data la natura particolare dei beni - materiali e immateriali - da custodire e proteggere, l’obiettivo era quello di trovare una soluzione “al passo coi tempi”, affidabile, flessibile, facile da installare e manutenere, oltre che economica. Non solo: i tre sottosistemi (rilevazione fumi, spegnimento incendio e controllo accessi) avrebbero dovuto operare in modo sinergico.

La tecnologia messa in campo

A vincere la sfida lanciata dal committente è stata la S.I.A.M. (Solutions for Access Identity Management) srl di Aosta. S.I.A.M. è una società che opera nel campo della sicurezza fisica e logica. L’azienda ha un’esperienza decennale in materia di controllo accessi (in particolare in quello biometrico), strong authentication e cifratura dati. Lo staff dell’azienda valdostana, nel riprogettare il sistema, si è avvalso di tecnologie che rappresentano lo “stato dell’arte” nei rispettivi settori di riferimento. Per lo spegnimento si è optato per 3M Novec® 1230, un fluido autoestinguente stoccato in bombole a bassa pressione che rispetta l’ambiente (ha un potenziale di impoverimento dell’ozono pari a zero e un bassissimo effetto serra) e non crea danni consequenziali.

Si tratta di un “liquido”, nato dall’innovazione 3M, che non bagna, non lascia residui, non è né corrosivo né conduttivo, sicuro per le persone e le cose. Per identificare in modo automatico gli utenti e controllare gli accessi, in entrata e in uscita, la scelta è caduta su un sistema particolarmente avanzato, progettato e prodotto dalla Elex srl di Torino. Elex è un’azienda italiana specializzata esclusivamente nel controllo elettronico degli accessi e nella rilevazione delle presenze sul lavoro. Nata nel 1988, un background che risale ai primi anni ’70, oltre ventimila punti di controllo sparsi in tutta Italia, vanta referenze attive in tutti i settori merceologici.

Il sistema accessi

Il sistema elettronico installato nell’ambito della struttura addetta alla conservazione di reperti e dossier è di tipo “stand alone” basato su un PC (che opera sia da unità centrale che da stazione di lavoro) e Controller “intelligenti” connessi via LAN (uno per ogni area a rischio). A ciascun controller fanno capo due lettori di badge (uno in entrata e uno in uscita) posizionati in prossimità dei locali da controllare (archivi e magazzini). I lettori sono di tipo RFId (Radio Frequency Identification) con lettura “a prossimità”, versione da applicare a parete, modello “mini” per adeguarsi ai particolari montanti delle bussole di sicurezza. La frequenza operativa è 125 Khz. I criteri di abilitazione agli accessi sono quelli classici. Gli utenti vengono suddivisi per gruppi: a ognuno di essi sono associati i rispettivi diritti di accesso; le abilitazioni sono profilate su base logica, spaziale (dove può accedere) e temporale (quando).

Tutti gli eventi (transiti autorizzati, accessi negati, anomalie, allerte, allarmi ecc.) vengono rilevati in tempo reale, notificati all’operatore addetto e memorizzati. In qualunque momento è possibile monitorare lo stato di salute dell’impianto, verificare i movimenti, effettuare indagini su base storica attraverso diverse chiavi di ricerca (per utente, data, varco, area ecc.). Lo stato delle porte (aperte/chiuse) è costantemente monitorato. Eventuali effrazioni o situazioni critiche vengono segnalate anche localmente attraverso dispositivi ottico/acustici. Operando il gas per saturazione dell’ambiente, in caso d’incendio l’erogazione deve avvenire con porte e serramenti chiusi per non vanificare l’effetto estinguente. L’impianto di spegnimento, quindi, prima di attivarsi deve tenere conto delle informazioni fornite dal sistema di controllo accessi. Analogamente, se il sistema antincendio ha compiuto il suo dovere, l’accesso ai locali sarà impedito ovvero sarà consentito secondo determinate procedure.

www.elex.it


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