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Accademia di S. Cecilia: tecnologie innovative a salvaguardia della memoria e del patrimonio musicale

19/02/2015

Stato di fatto ed esigenze del committente

Punta di diamante del ricchissimo patrimonio artistico e culturale di Roma, l’Accademia di Santa Cecilia è una delle più antiche ed importanti istituzioni musicali al mondo. Fondata nel 1585, vanta oggi fama internazionale in quanto ente concertistico sinfonico e in quanto custode di un patrimonio inestimabile, che ne fa il punto di riferimento per studiosi e appassionati. Quando, subito dopo il 2000, si è trattato di organizzare il trasferimento di questi beni presso l’Auditorium Parco della Musica, il complesso multifunzionale progettato da Renzo Piano, uno dei primissimi problemi da risolvere è stato quello di garantirne la sicurezza e, insieme, di renderli fruibili al pubblico nella nuova bibliomediateca aperta al pubblico dal 2003.

Tra l’altro si decise di realizzare un sistema di videosorveglianza che, in base alle specifiche di progetto, avrebbe dovuto proteggere tutti i locali dell’Accademia, sia quelli nuovi presso l’Auditorium della Musica, sia quelli rimasti nella sede originaria di Via Vittoria. Il sistema avrebbe, inoltre, dovuto essere scalabile per essere in grado di adeguarsi alle nuove esigenze. Non solo, in questo modo durante la delicata fase di trasferimento all’Auditorium sarebbe stato possibile garantire la protezione sia dei reperti, mano a mano che venivano inseriti negli scaffali della biblioteca, sia delle dotazioni dei nuovi uffici adiacenti la biblioteca stessa. Infine, l’impianto di videosorveglianza avrebbe dovuto far capo, come gli altri sistemi, alla server farm allestita presso l’Auditorium.

La tecnologia messa in campo

"Quando l’Accademia ci affidò il progetto – racconta Gianmarco Acbano di e-Jam, il system Integrator che ha progettato e realizzato il sistema di videosorveglianza – realizzammo uno studio di fattibilità nel quale si dimostrava che sarebbe stato conveniente, anche in un’ottica di rapporto costi/benefici, realizzare un impianto che valorizzasse la struttura informatica di cui era dotato l’Auditorium. Infatti, nonostante i progetti risalissero addirittura agli anni ’80, chi aveva disegnato la struttura aveva già previsto la possibilità di installare delle telecamere IP predisponendo cablaggi strutturati in categoria 6 ad altezza telecamere.

Non solo, proponemmo di utilizzare il protocollo Power Over Ethernet, che ancora non era stato ratificato come standard (eravamo nel 2002) pur essendo già applicabile, per alimentare le telecamere in modo da utilizzare lo stesso cavo utilizzato per il trasporto dei dati e realizzare un’ulteriore economia." Lo studio di fattibilità dimostrò che era possibile utilizzare le tecnologie di ultima generazione in modo da realizzare un sistema efficiente, efficace e proiettato al futuro senza sostenere investimenti particolarmente elevati. L’impostazione convinse la committenza perché, come illustra Angelo De Santis dell’Ufficio Logistica e Provveditorato dell’Accademia di Santa Cecilia, "consentiva di sfruttare la predisposizione dei cablaggi ethernet già presenti nei nuovi locali e di accedere senza spese aggiuntive ad una tecnologia innovativa. Una soluzione di tipo IP, inoltre, garantiva importanti vantaggi: la possibilità di scalare il sistema man mano che i nuovi spazi ed uffici sarebbero stati occupati e la possibilità di predisporre una gestione centralizzata della videosorveglianza anche nella sede remota connessa alla sede principale mediante VPN."

Accolto questo approccio, e-Jam cominciò ad individuare le tecnologie da utilizzare. La scelta cadde sulle telecamere Axis e sulla piattaforma software Xprotect® Professional di Milestone che risultò essere la più aperta, completa ed usata sul mercato per la sua capacità di gestire diversi modelli di telecamere su un server unico accessibile anche da remoto. Tra le caratteristiche più apprezzate del software Milestone, la flessibilità che consente all’Accademia di gestire nella massima libertà e quasi punto per punto l’impianto direttamente dal server di registrazione. Infatti, tutte le telecamere installate sono dotate di motion detection e funzionano in base ad un calendario che si attiva in orari differenziati in base alle esigenze della specifica area e varia da telecamera a telecamera. Tutte le immagini confluiscono in un’unica centrale di controllo, situata presso l’Auditorium, dove, in ossequio alle norme sulla privacy, possono essere consultate soltanto su richiesta dell’autorità giudiziaria o vengono sovrascritte secondo una periodicità prestabilita. Nella bibliomediateca è anche presente una postazione in cui vengono visualizzate "live" le riprese effettuate dalle singole telecamere. Il sistema viene anche utilizzato da e-Jam in fase di assistenza tecnica, per l’individuazione delle eventuali problematiche tecniche che dovessero interessare le apparecchiature in campo.

Gli NVR Milestone Husky™ M30 e Milestone Husky™ M50 sono preinstallati in una versione embedded di XProtect® Professional.

 

 

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