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La videosorveglianza scende in pista per controllare l'Autodromo di Modena

08/10/2013

Stato di fatto ed esigenze del committente

Modena ed i motori: un connubio che viene da lontano, ancor prima che in città si pensasse di costruire delle strutture destinate alla corse automobilistiche.Le prime gare si svolsero su tracciati stradali; le successive edizioni del Circuito di Modena si svolsero nel cuore della città, con tre vittorie consecutive di Tazio Nuvolari e due di Franco Cortese. L’ottava e ultima edizione, del 28 settembre 1947, fu interrotta prima del termine a causa di un brutto incidente. Da quel momento in poi, cominciò a farsi strada l’esigenza di avere una vera pista, ove fosse possibile gareggiare con le moderne vetture e motociclette. Nacque così l’Aerautodromo, che resistette fino agli anni 60, quando non si mostrò più in grado di soddisfare quei criteri di sicurezza che di lì a poco sarebbero diventati prescrittivi. Enzo Ferrari, che per il collaudo delle sue vetture aveva esigenze sempre crescenti, si risolse a costruire il circuito privato di Fiorano. Iniziò così un lento declino e sul finire degli anni ‘70 l’Aerautodromo fu chiuso.

Il nuovo Autodromo di Modena si appresta ora a raccogliere il testimone di questa illustre storia, diventando anch’esso un importante patrimonio della città di Modena.L’autodromo sorge a pochi chilometri dal centro città, nell’area detta “Motor Valley”. Offre un tracciato adatto sia alle auto che alle moto e mette a disposizione strutture, piloti e istruttori professionisti provenienti dal mondo delle corse, come pure vetture GT e auto sportive per offrire emozionanti giri in pista, prove di abilità e corsi di guida. Il circuito presenta una lunghezza di 20007 kilometri ed una larghezza di 12 metri costante su tutto il tracciato. Queste caratteristiche, oltre alla pit-lane con 21box, i sistemi di telemetria ed un paddock attrezzato, lo rendono adatto a molteplici tipologie di test.

La tecnologia messa in campo

Videotrend, in collaborazione con Voyager di Bologna, ha realizzato il nuovo sistema di videocontrollo dell’autodromo di Modena. Il progetto di videocontrollo completa ed arricchisce le dotazioni di sicurezza del tracciato. Molta attenzione è infatti stata posta, durante la fase progettuale, alla conformità del circuito, nel posizionare le 24 telecamere da 2Megapixel nei punti più importanti. Queste le caratteristiche principali delle telecamere utilizzate:

  • Box camera VKD-MP200 con ottiche megapixel 3,3-12mm e 10-40mm, sensore CMOS da 1/3”,ICR meccanico, illuminazione minima 0,1Lux, complete di custodie della serie CITY termo-ventilate.
  • Speed Dome VKD-MPS200EIR con sensore CMOS da 1/2,8, ottica 4,7-94mm dotata di illuminatori led ad intensità variabile con portata fino a 100Mt. rotazione PAN 360°, ICR meccanico.

Tra le soluzioni adottate, si segnala l’utilizzo di due Box camera ed una speed dome posizionate in modo da coprire l’angolo completo di visione delle curve più spettacolari del circuito modenese.

Su tutto il perimetro del circuito è stata posata fibra ottica che, insieme agli switch di rete LAN/FO modello SWC serie S industriali, completano l’architettura di collegamento dalle telecamere alla sala di controllo, garantendo un flusso dati costante anche su tratte così lunghe.

La sala controllo è dotata di un Network Video Recorder che riesce a gestire fino a 32 CH in full HD realtime recording, oltre ad avere sei uscite separate a 1080p per la visione su più monitor, la possibilità di fare l’hot-swap sui 16HD configurabili in modalità RAID.

Vantaggi della soluzione predisposta

Il progetto, oltre a garantire la visione del tracciato ai fini di sicurezza, consente anche la registrazione e la successiva visione da parte degli addetti ai lavori nelle sessioni di test di auto e moto. Inoltre è in programma un'ulteriore espansione che permetterà la visione dai box delle telecamere posizionate sulla pista, in modo che i tecnici possano controllare l’andamento di gara nelle varie aree del tracciato.

www.videotrend.net



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