Applicazioni e soluzioni

Application Case

Proteggere una villetta con una App

01/07/2013

Stato di fatto ed esigenze del committente

 

In casa Wolfsafety, marchio di ELP, è giunta la richiesta di studiare la migliore soluzione antifurto per proteggere una villetta. Essendo da tempo in corso la fase di test sul campo delle prestazioni e delle risorse della centrale Genesy Mobile, ELP ha colto l’occasione per una verifica, ma soprattutto per un confronto delle esigenze di un utente, tecnico (laureato in ingegneria) ma estraneo alla specializzazione nella sicurezza. Innanzitutto sono state presentate le possibilità di Genesy:

  1. tutta la centrale concentrata in una sobria tastiera;

 

  1. fino a 99 linee distribuite su tutta l’estensione dell’impianto;

 

  1. semplici funzioni di controllo domotico che non interferiscono sulla realizzazionedell’impianto elettrico;

 

  1. sistema di alimentazione, e quindi autonomia a libera scelta e indipendente dallacentrale, con possibilità di utilizzo di una batteria fino a 70 Ah per l’autonomia di unfine settimana completo;

 

  1. sistema di rilevatori misto, filare e radio per i punti irraggiungibili;

 

  1. perfetta integrazione con chiave di prossimità apprezzatissima per la semplicità d’uso, per l’estetica e i suoi brillanti colori che ne personalizzano il possesso;

 

  1. straordinaria interfaccia utente remota data dalla App Wolf Casa Mia per dispositivi Apple.

Quest’ultima risorsa è stata determinante e sulla base delle possibilità offerte da questa interfaccia si è progettato l’impianto. Un punto fermo era di non volere un sistema di visione interno, per questioni di riservatezza. Anche in esterno la casa (piuttosto articolata, con piantumazioni e arredi) avrebbe richiesto un sistema di visione impegnativo e costoso. L’obiettivo che ci si è posti, oltre alla massima sicurezza dell’edificio e degli occupanti quando presenti, è stato la possibilità di valutare la segnalazione di allarme e di distinguere l’allarme reale da quello improprio. In questa valutazione le informazioni offerte dalla App in 4 pagine, tanto semplici quanto esaurienti, sono state la soluzione, insieme a pochi ed essenziali criteri costruttivi dell’impianto.

La soluzione messa in campo

 

Innanzitutto è stata determinata la concentricità delle protezioni su tre livelli, ciascuno dei quali non deve avere falle. Ogni livello di protezione è stato realizzato con tecnologie diverse. E’ stata poi svolta un’adeguata analisi del rischio ed un’attenta valutazione dei possibili punti di accesso e delle possibili fonti di allarme improprio. Si è così passati alla realizzazione di un impianto volumetrico interno in tutti i locali e con particolare attenzione ai punti di passaggio obbligato (primo livello di protezione). Questa parte della realizzazione è risultata particolarmente elegante grazie alla discrezione del sensore JOLLY da incasso, usato anche nelle camere da letto per la sua tecnologia di rivelatore passivo senza emissione di microonda. A fianco di ogni sensore è stato posto un modulo LUX (luce da incasso) controllato dalla centrale come emergenza ma anche come localizzazione ed evidenza di allarme. Il secondo livello è stato realizzato con una fitta rete di contatti su tutti gli accessi perimetrali, ma anche su qualche passaggio interno obbligato, costituendo così una “trappola” del tutto imprevedibile. Il terzo livello è costituito da una serie di protezioni esterne ai serramenti, ma a filo abitazione e, inalcuni punti critici, anche non fino a terra.

 

Questa scelta:

 

  1. evita l’attraversamento di animali e grossi volatili;

 

  1. allontana dal perimetro esterno della proprietà (il più soggetto ad allarmi provocati volontariamente);

 

  1. a casa abitata, consente sempre di sapere che l’eventuale intruso continua ad essere fuori dal perimetro di segnalazione più esterno, almeno finché non avvenga una segnalazione dal livello intermedio.

 

Questa protezione è stata realizzata con barriere infrarosso multi raggio del tipo per serramenti, ma sfruttandone la portata anche per tratti di facciata e con sensori doppia tecnologia pet immunity del tipo a tenda, con protezione parallela e radente alla facciata. A questo punto la valutazione di un allarme vero deve comportare l’effrazione di almeno due dei livelli di protezione. La App non si limita a comunicare l’allarme, ma fornisce una panoramica completa dello stato delle 99 linee della centrale ed offre la possibilità di isolare, anche temporaneamente, ogni singola linea nel caso si stimi che sia causa insistente di un allarme improprio: tutto questo a distanza e senza l’obbligo di spegnere l’impianto. Sempre dalla App è possibile analizzare 350 eventi della memoria per valutare l’eventuale sequenza degli allarmi, l’operatività della centrale in merito alle linee isolate e alle accensioni parziali, ma anche chi e quando ha operato. E in condizioni di normalità?

 

Anche in questo caso la App è di supporto con la pagina domotica, offrendo la possibilità di accendere delle luci interne ed esterne a piacimento e per dare la sensazione di casa abitata anche in assenza di persone. Siamo arrivati anche a dare il comando del cancello pedonale e carraio senza dover ricorrere ad altri strumenti. La lettura della temperatura interna, in inverno, consente di sorvegliare la funzionalità dell’impianto di riscaldamento e la gestione dei settori di irrigazione costituisce un eccellente deterrente per l’allontanamento di animali, ma anche di veri intrusi, a fronte dell’allarme perimetrale su quel lato. Tutto questo senza comunicatori telefonici, filari o GSM, ma con un semplice collegamento Wi-Fi alla ADSL di casa. La tastiera/centrale, discreta e riservata, ma anche protetta e a portata di mano per l’uso notturno, è stata collocata in camera da letto. Di fatto, a distanza di poco più di un mese dall’installazione, la tastiera è stata dimenticata per concentrare sui dispositivi Apple ogni comando, controllo o funzionalità non solo da lontano, ma anche a casa, nell’uso quotidiano dell’impianto.

 

www.wolfsafety.it


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