Applicazioni e soluzioni

Focus Product

Sensori a tecnologia avanzata per la protezione perimetrale esterna

22/05/2013

La protezione perimetrale è per sua natura più soggetta alle avverse condizioni ambientali che si riscontrano nell’ambiente esterno, quali l'impiego a temperature estreme e variabili in breve arco temporale; la presenza di pioggia, vento, nebbia, grandine; nonché la possibile presenza di volatili e piccoli animali, ed infine - ma non meno importante - l’esposizione a tentativi di elusione e/o sabotaggio portata da intrusi sempre più dotati di specifiche competenze.
È necessario pertanto che i sensori impiegati nelle protezioni perimetrali esterne siano realizzati con tecnologie avanzate che li rendano capaci di svolgere il proprio compito offrendo al massimo grado le caratteristiche di: 1) Altissima PD (Probability of Detection), ossia la capacità di segnalare un evento di allarme quando davvero esiste l’evento che il sensore è destinato a rivelare; 2) Bassissimo FAR (False Alarm Rate), ossia l'immunità a disturbi di qualsiasi tipo (elettrici o ambientali) che non riguardino l’evento che il sensore è destinato a rivelare; 3) Bassissima possibilità di Elusione o Sabotaggio, ossia la capacità intrinseca del sensore/sistema di resistere a tentativi di alterazione delle condizioni di funzionamento e/o comunicazione degli eventi.

Quale sensore per quale recinzione?

Per quanto riguarda la protezione delle recinzioni, esistono svariati prodotti basati su tecnologie a cavo microfonico (piezoelettrico, triboelettrico, magnetoelettrico….), a fibra ottica, a sensori discreti inerziali, a sensori discreti piezoelettrici. Ciascuna di queste tecnologie si presta ad essere più adatta a protezioni su un solo specifico tipo di recinzione (ad esempio: rigida tipo “Orsogrill” piuttosto che assai flessibile tipo a maglie intrecciate, o una via intermedia quale elettrosaldata con vari spessori, o addirittura rigidissima quale un muro). Se si ha una recinzione articolata in diverse forme nessuno di questi sensori è adattabile a tutte le condizioni che si presentano nel caso reale (si pensi ad esempio alla presenza di cancelli di vario genere). Un altro grave impedimento è quello che la sensibilità è unica per ogni tratta fisica di sensore.
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Sensore 3D per recinzioni
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Sioux 3.0 è l’innovativo sistema antintrusione perimetrale su recinzioni, frutto di uno studio di ricerca effettuato da CIAS in collaborazione con il Politecnico di Milano. Si tratta di un’avanzata protezione su recinzione realizzata mediante sensori discreti MEMS-3D (Micro Electro-Mechanical Systems). Sono “3D” poiché “sentono” le perturbazioni provenienti da ogni direzione ed anche il posizionamento nello spazio del singolo sensore. Utilizzando una moltitudine di questi sensori montati sulla recinzione, si possono ottenere grandissimi vantaggi, in termini di adattabilità ad ogni singolo frammento di protezione costituito da ciascun sensore (per esempio 140 sensori su 700 mt montandone 1 ogni 5 metri senza avere l’obbligo di posizionarlo al centro di ogni campata), ma anche di ottimo rapporto segnale/rumore (con ovvi vantaggi sulla capacità di detezione e sulla generazione di falsi allarmi).

Avendo la possibilità di conoscere la posizione nello spazio di ciascun sensore, risulta impossibile sabotare questo sensore semplicemente staccandolo dalla sua posizione sulla recinzione, come avviene invece per le altre tecnologie. Inoltre questi sensori sono dotati di un'elaborazione dei segnali percepiti, secondo svariate regole della Logica “Fuzzy”, che accrescono ulteriormente la PD e contemporaneamente determinano una diminuzione del FAR. È inoltre possibile determinare con grande precisione (1 mt), il punto dove è avvenuta l’intrusione, che abbinato alla possibilità di dividere ciascun insieme di 140 sensori in 20 zone (determinati logicamente e non dalla dislocazione fisica dei sensori), conferisce a questo sistema di protezione per recinzioni una efficacissima abbinabilità a sistemi di videosorveglianza.

Questo sistema di protezione su recinzioni è inoltre completamente telegestibile sia in termini di setting, che di manutenzione che di raccolta degli allarmi tramite una rete Ethernet, dalla quale può anche essere direttamente alimentato poiché dotato di PoE standard 802. 3af. Ad ulteriore protezione, la comunicazione degli allarmi è protetta da un sistema di analisi di firma che consente di riconoscere l’eventuale sostituzione dolosa del sensore. Questi rivelatori sono inoltre dotati di una memoria  eventi e di una memoria dei segnali che hanno prodotto ciascun evento. Tale prestazione è particolarmente utile per effettuare un accuratissimo set-up su basi oggettive, nonché per una puntuale ed altrettanto accurata manutenzione. Sioux gestisce un massimo di 20 zone per elaboratore. L’operatore, grazie alla funzione Touch & Zone, può comodamente configurare le zone a campo passeggiando lungo il perimetro e “toccando” fisicamente i sensori per selezionare l’inizio e la fine di ognuna delle zone disponibili. Questa possibilità rende molto più immediata, semplice e veloce l’operazione, pur rimanendo disponibile anche la configurazione da remoto attraverso il software Sioux-test.
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All’ultima edizione di Skydd (Stoccolma, Settembre 2012), Cias si è aggiudicata il Detektor International Award 2012 per Sioux, premiato come miglior prodotto dell’anno per la categoria Alarm & Detection.

www.cias.it

 


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