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Bologna, Basilica di San Luca più sicura grazie alla Fondazione Enzo Hruby

22/04/2013

BOLOGNA - “Anche questa volta, la Provvidenza ci ha aiutato”. La conferenza stampa di presentazione del nuovo sistema di videosorveglianza della Basilica di San Luca – svoltasi lo scorso 16 aprile in una sala dello stesso Santuario – si è aperta con l’intervento di Monsignor Arturo Testi, profondamente grato alla Fondazione Enzo Hruby di Milano per aver sostenuto e finanziato un progetto così importante per uno dei luoghi-simbolo di Bologna. La Fondazione e Teleimpianti SpA, azienda bolognese che ha realizzato il progetto, hanno rappresentato per Monsignor Testi due interlocutori professionali, sensibili e affidabili. Con il risultato che oggi si ha finalmente “una visione unitaria di tutto quello che accade dentro e fuori dal Santuario”. Ciò è possibile grazie alle sei videocamere dome HD a raggi infrarossi installate all’interno della Basilica – dove sono conservate opere del Guercino e di Guido Reni – e alla camera (sempre a raggi infrarossi) che controlla il piazzale esterno. L’impianto, operativo 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, è gestito attraverso una control room collocata all’interno del Santuario, ma può essere controllato anche in remoto; pensato per minimizzare l’impatto estetico – con “risultati eccellenti”, come ha tenuto a sottolineare Monsignor Testi – ha un valore stimato in circa 25mila euro.

Carlo Hruby, vice presidente della Fondazione, ha quindi preso la parola per illustrare, innanzitutto, le ragioni del progetto. “La messa in sicurezza della Basilica di San Luca ha incontrato il nostro massimo interesse non solo perché questo luogo è molto noto e amato da tutti i cittadini bolognesi, ma anche perché esso fa parte di quel ricchissimo patrimonio ecclesiastico italiano sulla cui tutela cerchiamo sempre di promuovere la massima sensibilizzazione possibile”. Nata nel 2007 su iniziativa della famiglia Hruby e di HESA SpA (azienda di riferimento nel campo della sicurezza elettronica), la Fondazione si propone di promuovere una cultura della sicurezza intesa come protezione del nostro patrimonio artistico contro furti e vandalismi. Tale patrimonio, ha spiegato Hruby, “è costituito per il 70% da beni ecclesiastici: trail 2008 e il 2012, da questi luoghi sono stati trafugati ben 23.668 beni nel corso di 2.394 episodi di furto… L’Emilia-Romagna, in particolare, è stata la terza regione più colpita nel 2012. La Fondazione Hruby, oltre a finanziare la messa in sicurezza di edifici, beni e opere di particolare valore artistico-culturale, organizza convegni e conferenze e promuove prestigiose iniziative editoriali. Tra i tanti progetti già conclusi, Hruby ha ricordato la Biblioteca di San Francesco ad Assisi e l’ostensione della Sacra Sindone a Torino, mentre fra gli ambiziosi progetti in esecuzione (con tempistiche ancora da definire) c’è un altro simbolo storico di Bologna: la Torre degli Asinelli.

La conferenza stampa ha infine visto l’intervento di Giulia Barcelloni-Corte, presidente e amministratore delegato di Teleimpianti, che ha illustrato gli aspetti più tecnici del progetto. “In qualità di amici della Fondazione Enzo Hruby – ha concluso la Barcelloni-Corte – ci siamo sentiti in dovere di fare qualcosa di specifico per la nostra meravigliosa città, e siamo soddisfatti e orgogliosi del risultato raggiunto”. Il sistema di videosorveglianza, i cui tempi di realizzazione hanno purtroppo risentito del sisma emiliano dello scorso anno, è pienamente operativo da circa due mesi.

www.fondazionehruby.org, www.teleimpianti.it

 



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