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Il primo gruppo di alimentazione certificato IMQ EN 50131-6, grado 3

14/12/2012

Conl’introduzione, da parte del CENELEC, della nuova normativa europea EN 50131-1 sui sistemi antintrusione, molti paesi europei stanno limitando l’installazione delle apparecchiature non certificate o non conformi alle nuove disposizioni, che sostituiranno gradualmente l’analogo contenuto delle singole norme nazionali. Nel caso dell’Italia, il documento di riferimento generale è la norma CEI EN 50131-1, alla quale fanno riferimento tutte le altre norme. Il prodotto antintrusione dev’essere conforme alle EN 50131 (-2, -3, -4, -5, -6, -7, -8); l’impianto dev’essere conforme alla 50131-7 e alla 79-3 (norma di installazione) e relativi aggiornamenti (F20).

Gruppi di alimentazione

Nel caso dei gruppi di alimentazione, a partire dal 1° febbraio 2012, la vecchia norma CEI 79-2 (sezione alimentatori) è stata sostituita dalla norma EN 50131-6. Uno dei fattori di cambiamento, nell’adeguamento alla norma, è il metodo di calcolo del grado di prestazione dell’impianto, che sarà valutato in base al livello di rischio e alla tipologia di impianto. Il calcolo si basa su quattro livelli di rischio e su cinque tipologie di impianti. I livelli di rischio previsti si basano sul grado di conoscenza da parte del rapinatore del sistema antintrusione, che può essere basso, nel caso in cui l’intruso abbia una limitata gamma di attrezzi per l’intrusione, medio-basso, medio-alto o alto, quando gli intrusi o i rapinatori abbiano le capacità o le risorse per pianificare in dettaglio un’intrusione o una rapina e dispongano di una gamma completa di attrezzature, compresi i mezzi di sostituzione dei componenti di un sistema antintrusione. Le tipologie di impianto sono: unità abitativa; cassaforte; locale corazzato (caveau); insediamento industriale o commerciale; unità abitativa isolata.

Il primo alimentatore in Italia certificato IMQ EN 50131-6

Il nuovo TUL 133 EN di Venitem è il primo alimentatore in Italia ad aver ottenuto la certificazione EN 50131-6 con marchio IMQ. Il nuovo alimentatore certificato è già in vendita in Europa ed è disponibile per tutti i clienti. Con questo primato, Venitem rappresenta, ad oggi, una delle poche aziende capaci di assicurare a tutto il mercato europeo la fornitura di prodotti antintrusione progettati e costruiti completamente secondo le nuove norme. Queste ultime richiedono che l’alimentatore, le indicazioni ed il box del prodotto presentino caratteristiche diverse da quelle fino ad oggi in commercio: il nuovo alimentatore TUL 133 EN 50131-6 possiede tutte le caratteristiche tecniche necessarie.

Gruppo di alimentazione 13,8 VDC 3,5 A con amperometro a led

A seconda della batteria alloggiata, l’alimentatore è in grado di mantenere attivo l’impianto in caso di mancanza rete (230 Vac) per:

  • 60 ore – con alloggiamento di 1 batteria 12 Vdc 38 Ah - Corrente di uscita 0.6 A MAX (EN 50131-6 grado 3);
  • 30 ore, se in presenza di combinatore telefonico con messaggio di mancanza rete con alloggiamento di 1 batteria 12 Vdc 38 Ah - Corrente di uscita 1,2 A MAX (EN 50131-6 grado 3);
  • 12 ore con alloggiamento di 1 batteria 12 Vdc 17 Ah – Corrente di uscita 1,4 A MAX oppure con batteria da 12 Vdc 24 Ah - Corrente di uscita 2 A MAX (EN 50131-6 grado 2). Inoltre l’alimentatore è in grado di ricaricare la batteria in 24 ore, se di grado 3, oppure in 72 ore, se di grado 2.

Dimensionamento dell’impianto

Oltre alle norme di installazione e di prodotto, esistono poche regole da seguire per un buon dimensionamento dell’alimentazione di un impianto antifurto: 1) l’alimentatore/i deve essere in grado di erogare la corrente massima richiesta dall’impianto in tutte le situazioni. Non necessariamente la corrente di picco che, invece, può venire erogata dalle batterie dell’alimentatore o della centrale; 2) le batterie devono avere una capacità sufficiente per mantenere in funzione l’impianto per il tempo di mancanza rete; 3) è buona norma, in caso di impianti di una certa dimensione, separare in più zone anche le alimentazioni, in modo da evitare che il guasto di un alimentatore o un corto su un singolo cavo comporti che impianto vada totalmente fuori servizio.

Le norme EN50131 comportano un impegno ulteriore, che consiste nel dimensionare in modo preciso il gruppo di alimentazione. A tale scopo può essere di utilità il foglio di calcolocreato da Venitem per facilitare la scelta dell’alimentatore e delle batterie (reperibile nella sezione download del sito www.venitem.com in formato Excel e Open Office). Inserendo i dati nelle apposite caselle, viene proposta unastima dell’amperaggio che l’alimentatore deve fornire, e un’indicazione degli ampereora delle batterie. Importante ricordare che il tempo di standby è determinato dalla norma, in funzione del grado di sicurezza dell’impianto. Qualora l’alimentazione erogata dall’alimentatore o dalle batterie allocabili non sia sufficiente, comparirà una scritta a suggerire il corretto dimensionamento. Per stimare con facilità la caduta di tensione sui collegamenti, Venitem mette a disposizione sul suo sito un ulteriore foglio di calcolo(1), in grado di far risalire al tipo di cavo da utilizzare nell’impianto. Inserendo la tensione di uscita dell’alimentatore, la tensione minima di alimentazione dei sensori della tratta in questione, la corrente massima assorbita dai dispositivi (considerando il caso peggiore tra allarme e standby) e la lunghezza del cavo steso tra l’alimentatore e il gruppo di sensori, il programma fornirà il diametro e la sezione del cavo da utilizzare e, per chi è più avvezzo agli standard internazionali, la codifica AWG.

www.venitem.com

 


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