Applicazioni e soluzioni

Component Case

Le linee di connessione si evolvono assieme alla tecnologia

06/04/2012

La continua evoluzione dei sistemi di videosorveglianza analogici ed IP ha evidenziato che, ad oggi, l'anello debole del sistema è rappresentato dal cavo. Progettare un sistema di videosorveglianza non significa semplicemente collegare una telecamera a un monitor: è un processo che richiede competenze specifiche, materiali di qualità e rispetto delle normative al fine di realizzare un sistema fruibile dall'utente e che assolva appieno le specifiche richieste dal committente. La flessibilità dei sistemi IP e la loro continua evoluzione in termini di qualità e affidabilità hanno contribuito a trasformare un sistema a Circuito Chiuso in un impianto "aperto" consultabile da qualsiasi parte del mondo mediante un accesso di rete e l'indirizzo IP del sistema.

La comunicazione di rete è standardizzata sul protocollo IP (Internet Protocol), uno standard di comunicazione mondiale, completamente globalizzato e sempre più utilizzato in tutti i comparti tecnologici industriali. Sempre più spesso la trasmissione di un segnale video avviene mediante l'utilizzo di classici cavi di rete Cat. 5 o Cat. 6 tipici del cablaggio strutturato, consentendo di far viaggiare sullo stesso cavo più segnali video o un segnale video con alimentazione e un protocollo per il brandeggio o la regolazione dei parametri della telecamera. Il limite di tale tecnologia è rappresentato dalla tratta massima tra telecamera e switch realizzata mediante Cat. 5, che non supera i 90 metri, e dal dimensionamento della banda passante in fase progettuale, che solo del personale molto competente è in grado di svolgere. Un errore di valutazione di questo aspetto può infatti comportare problematiche di trasmissioni o saturazione della banda passante, con conseguente compromissione dell'intero sistema.

La centralità del cavo in un caso pratico

Lo studio che aveva progettato il rifacimento della rete di videosorveglianza di uno degli scali aeroportuali più importanti a livello nazionale aveva scelto l'impiego delle telecamere IP megapixel e l'utilizzo della tecnologia emergente EOC (Ethernet Over Coax) di NVT, tecnologia in grado di abbattere i limiti fisici e trasmissivi del Cat. 5 impiegando cavi coassiali a 75 Ohm per il trasporto delle immagini e delle alimentazioni. Da subito l'applicazione ha evidenziato alcune criticità ambientali, tra cui le distanze ragguardevoli tra telecamera e switch (decisamente superiori ai 90 metri) e la costante presenza di un elevato grado di umidità in alcuni settori dell'infrastruttura. La stretta collaborazione tra NVT e Beta Cavi ha permesso lo sviluppo di un cavo specifico EOC8035 che potesse abbattere il limite dei 90 metri, riuscendo a portare alla distanza di 750m (switch-telecamera) il segnale video, i dati e l'alimentazione degli apparati (48 Volt) ad una velocità di 80 Mb/s - cosa che i normali cavi disponibili sul mercato non garantivano.

L'esperienza maturata sul campo ha permesso lo sviluppo di un cavo di soli 5 mm di diametro in grado di oltrepassare il traguardo ambizioso dei 700 m. Nella realizzazione del nuovo mezzo di connessione, nulla è stato lasciato al caso. Infatti, l'intera gamma di questi prodotti è stata realizzata mediante l'impiego di una guaina in Duraflam LSZH che garantisce l'idoneità alla posa, sia in esterno, sia in interno, sia in luoghi pubblici, eliminando le problematiche collegate ad escursioni termiche, presenza di umidità, raggi UV (problematiche che la guaina o la doppia guaina in PVC non prevenivano, a causa della loro composizione molecolare che non assicura un corretto isolamento del conduttore dalle particelle d'acqua). Inoltre, la conformità di questi cavi alla normativa CEI UNEL 36762, che ha eliminato in maniera definitiva il concetto di grado, frutto di un retaggio storico errato, ne ha garantito l'impiego in coesistenza a cavi di energia.

Scelta del cavo e valore aggiunto

La nascita di questo nuovo cavo EOC8035 di Beta Cavi ha permesso la realizzazione dell'impianto mediante l'impiego di una tecnologia di videosorveglianza innovativa, che ha abbattuto il limite fisico dei 90 m tra telecamera e switch, permettendo l'impiego di telecamere Megapixel IP in grado di fornire immagini Full HD dove nessun dettaglio è lasciato al caso. Ancora una volta la caratteristica di Beta Cavi di sviluppare un cavo solo dopo aver studiato nel dettaglio l'applicazione, dopo averne esaminato i dati trasmessi, le frequenze dei segnali, la modalità di compressione e le distanze desiderate, ha fatto sì che il mezzo trasmissivo non rappresentasse più il limite del sistema, ma diventasse al contrario un componente fondamentale dell'impianto, in grado di mantenere le performance dei dispositivi impiegati.

www.betacavi.it


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