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Bosch firma una soluzione integrata per la sicurezza del Museo MAXXI di Roma

27/10/2011

MILANO - Ambizioso, originale, di respiro internazionale, non semplice edificio-museo ma insieme eclettico di volumi e spazi, intreccio di ambienti e percorsi sorprendenti, il MAXXI, il nuovo Museo delle Arti del XXI secolo di Roma, è l'esito del genio creativo del celebre architetto Zaha Hadid. Il progetto ha dovuto fare i conti con le severe indicazioni del Ministero dei Beni Culturali per quanto riguarda la sicurezza e la salvaguardia dei beni esposti e delle persone. La sua struttura ampia e multiforme ha richiesto sistemi di sicurezza che possedessero due requisiti fondamentali, un'elevata affidabilità e una notevole flessibilità, architetture di sistema facilmente espandibili e dal forte carattere di integrazione. A firmare un progetto tanto complesso è stata Bosch, con un sistema in cui video, antintrusione, antincendio e amplificazione sonora si integrano per dare vita a una soluzione esclusiva. Vediamo in maggior dettaglio come si compone.

L'apparato di videosorveglianza, basato su tecnologia IP, dispone di oltre 130 telecamere gestite dal sistema encoder tipo VIPX 1600 che, grazie all'algoritmo di analisi incorporato IVA (Intelligent Video Analisys) facilita il compito dell'operatore della Control Room, evidenziando rapidamente solo le immagini delle telecamere che necessitano di particolare attenzione (l'attraversamento di un varco non consentito o il prolungarsi della presenza di una persona o di un oggetto in una certa area). Tre potenti unità di archiviazione Bosch-iSCSI – grazie a una tecnologia di ultima generazione – consentono di archiviare e registrare con la massima sicurezza una grande quantità di immagini. Per quanto riguarda il sistema di rivelazione incendi, è stato fatto ricorso all'utilizzo di rivelatori lineari di fumo anziché ai classici rivelatori puntiformi. Sono attivi più di 70 rivelatori lineari di fumo (barriere lineari) per le parti a più elevata altezza del soffitto. Una soluzione che all'efficienza coniuga un aspetto piacevole, essendo il sensore lineare pressoché invisibile. I rivelatori fanno capo alla centrale modulare FPA-5000 di Bosch, che ha la possibilità di gestire fino a 32 loop di sistema, con una capacità totale di gestione di oltre 4.000 punti.

Anche nel caso della rivelazione incendi si è utilizzato il software di gestione a mappe grafiche FSM-2000, che consente all'operatore di visualizzare e di gestire, tramite i monitor di sistema, tutte le mappe grafiche del sito. Poiché i due comparti del polo museale, MAXXI Arte e MAXXI Architettura, accolgono opere di notevole valore artistico, grande importanza è stata attribuita anche al sistema antintrusione. Sono stati scelti sensori antintrusione posizionati in ambiente; per la precisione i sensori della serie WA Professional di Bosch: oltre cento sensori a multi tecnologia che consentono alla centrale di fare una certa distinzione tra situazioni di reale rischio e falsi allarmi. Per ultimo, il sistema di amplificazione sonora e di comunicazione al pubblico. In questo caso è stata adottata la serie Plena Voice Alarm: l'impianto è dotato di circa 2.000 Watt di potenza, comanda oltre 200 altoparlanti e colloquia in maniera digitale con la centrale di rivelazione incendi. La comunicazione vocale è fondamentale in caso di pericolo soprattutto in un ambiente di queste proporzioni, poiché consente ai visitatori una reazione più immediata e una celere messa in opera delle azioni necessarie, anche quando fosse richiesta un'evacuazione.

www.boschsecurity.com



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