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Claudio Andrea Gemme eletto Presidente di Confindustria Anie

20/09/2011

MILANO - L'Assemblea di Anie, la Federazione Nazionale delle Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche aderente a Confindustria, riunita il 20 settembre a Milano, ha eletto Claudio Andrea Gemme come nuovo Presidente di Confindustria Anie. Nato a Genova, Gemme - che succede a Guidalberto Guidi - è laureato in Scienze Economiche e Politiche all'Università del capoluogo ligure. Entrato nel 1973 nel Gruppo Finmeccanica, dove ha ricoperto numerosi incarichi operativi sia in Italia sia all'estero, dal 2000 è Amministratore Delegato di Ansaldo Sistemi Industriali (ASI). Con 1.200 aziende associate, Confindustria Anie rappresenta il settore più avanzato tra i comparti industriali italiani. Nel 2010 l'industria elettrotecnica ed elettronica italiana ha registrato un fatturato aggregato di 56 miliardi di euro (con un incremenbto del +4,9% rispetto all'anno precedente), di cui 26 miliardi di euro di esportazioni. A fine 2010 il totale aggregato degli addetti del settore è risultato pari a circa 380.000. Le aziende aderenti a Confindustria Anie investono in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell'intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.

Quali i principali obiettivi programmatici che caratterizzeranno il corso della nuova Presidenza? Come ha espresso Gemme in una delle sue prime dichiarazioni, l'obiettivo principale è quello di ridare centralità al manifatturiero quale motore di sviluppo del sistema economico italiano. "La crisi ha avuto il merito di ricollocare in primo piano il manifatturiero rivalutandone il ruolo di volano dello sviluppo del nostro Paese. Un comparto industriale forte e radicato nel territorio è il prerequisito per uscire dall'impasse della crescita zero che affligge l'economia italiana. Il mio auspicio è che si arresti la tendenza che ha visto molti Paesi europei perdere negli ultimi anni componenti importanti dell'attività industriale, in particolare nella base produttiva". Gemme ha quindi sottolineato il contributo che i settori Anie hanno fornito alla ripresa, investendo in innovazione e accelerando le strategie di internazionalizzazione, anche se a suo parere dovrà in futuro diventare imperativo categorico fare rete, proporsi sui mercati internazionali non come singoli imprenditori, ma come un sistema industriale coeso, capace di creare relazioni forti e vicine alla committenza locale.

Per quanto riguarda l'aspetto occupazionale, Gemme ha segnalato il fatto che è molto superiore alla media dei comparti industriali la richiesta di figure professionali qualificate dal punto di vista scientifico (il 15% sul totale delle assunzioni previste nei settori Anie) e di tecnici (il 28% delle nuove assunzioni previste, la quota più elevata nel manifatturiero italiano). Tra i propositi espressi dal nuovo Presidente vi è infine la ferma volontà di rafforzare il ruolo di Confindustria Anie in Europa, per la quale sono diventati driver importanti lo sviluppo sostenibile e l'efficienza energetica.

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