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Rapporto sulla criminalità e la sicurezza in Italia 2010”: nel nostro paese migliorano le condizioni di sicurezza

10/08/2011

ROMA - Diminuiscono i reati in Italia. Omicidi, furti e soprattutto rapine hanno fatto registrare negli ultimi dieci anni un andamento discendente. È quanto emerge dal "Rapporto sulla criminalità e la sicurezza in Italia 2010" elaborato dal Ministero dell'Interno in collaborazione con Confindustria e fondazione Icsa, presentato al Viminale verso la fine di Luglio in occasione delle celebrazioni per il centenario del palazzo del Ministero dell'Interno. Oltre a questi dati indubbiamente positivi , va registrato il proficuo lavoro di conrasto alle mafie e di aggressione ai loro patrimoni. Lo Stato dimostra in questo ambito "continuità ed efficacia" di azione. Negli ultimi anni le condizioni di sicurezza in Italia sono quindi migliorate, al punto che si è parlato di "una vera e propria svolta silenziosa".

Il rapporto fotografa e conferma quello che tutti i vertici delle Forze di polizia hanno ripetuto più volte: la percezione di insicurezza diffusa in alcune zone del nostro paese non trova riscontro nei dati reali. Alcuni reati sono addirittura virtualmente scomparsi, come i sequestri di persona. In Italia sono stati registrati 586 omicidi, uno ogni centomila abitanti, un valore molto vicino allo 0,9% che costituisce il valore più basso registrato nel nostro Paese tra il 1965-68 e tra il 1970-71. Per quanto riguarda la criminalità organizzata, Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra rimangono "fortemente ancorate" al controllo del territorio di origine. Emerge, però, una sempre più marcata proiezione ultraregionale attraverso differenziati modelli di interazione e infiltrazione nei contesti socio economici. A fronte di ciò, però, lo Stato è riuscito ad esercitare un'azione di contrasto indubbiamente forte e dal bilancio positivo. Ad oggi sono stati catturati quasi 8.900 latitanti, 40 dei quali di massima pericolosità.

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