martedì, 23 gennaio 2018

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Gli utenti apprezzano l'Iot, ma temono per i loro dati personali

27/12/2017

MILANO - Benché i consumatori comprendano e apprezzino i vantaggi derivanti dagli oggetti connessi, temono i rischi per la sicurezza dei loro dati. Questo il risultato di un’indagine condotta da Cisco su un campione di 3mila persone, secondo cui il valore dell’IoT è ben chiaro agli utenti, ma è labile la fiducia su come vengono gestiti e per cosa vengono utilizzati i loro dati.

Il paradosso risiede nel fatto che nonostante la scarsa fiducia nella data security dellIoT, i consumatori interpellati non vogliono disconnettersi, nemmeno per brevi momenti, dai servizi IoT. Cisco considera l’esito del sondaggio come l'indicazione chiara che le persone sono disposte ad affidarsi in maniera integrale all’IoT per molti aspetti della loro vita, anche se di fatto non si fidano del mondo in cui i loro dati personali verranno utilizzati dalle aziende e dalle organizzazioni a cui si affidano.

La priorità delle aziende, quindi, è creare la fiducia e un controllo granulare dei dati da condividere con gli utenti per raggiungere un quadro di “accountability” costante lungo l’intera catena del valore del dato. Il 53% degli intervistati pensa che l’IoT migliori la loro vita, il 47% è convinto che migliori la loro efficienza e il 34% crede che migliori la loro sicurezza personale. Al contrario, soltanto il 9% degli utenti pensa che i loro dati raccolti tramite IoT siano al sicuro. E appena il 14% pensa che le aziende che raccolgono i loro dati facciano un buon lavoro nell’informarli su quali dati vengono raccolti e come vengono utilizzati.

Si avverte quindi una netta domanda di trasparenza da parte degli utenti, che desiderano sapere quali dati sono raccolti e da chi. Un’esigenza destinata a crescere in futuro, visto che secondo stime di Gartner oggi ci sono 8,4 miliardi di oggetti connessi a livello globale, in crescita del 31% in un anno, destinati a lievitare a 20,4 miliardi nel 2020.

I consumatori non hanno intenzione di rinunciare a servizi come le auto connesse, le smart home o le tecnologie indossabili, da quelle per il fitness a quelle per la salute, ma il numero crescente di connessioni individuali pro capite rappresenta un’integrazione digitale, che apre nuovi fronti per privacy e sicurezza su cui le aziende dovranno fare più chiarezza, al fine di rassicurare gli utenti.

(fonte: key4biz)



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