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Cisco e Interpol, una partnership contro il cybercrime

28/11/2017

MILANO – E' stato siglato a Singapore nelle scorse settimane un accordo tra Cisco e Interpol, il cui obiettivo è condividere le rispettive intelligence sulle minacce informatiche, un primo passo nella lotta congiunta alla criminalità informatica. Sotto l’egida dell'Interpol Global Complex for Innovation (IGCI) di Singapore, il centro globale per la criminalità informatica dell’Interpol, la partnership nasce per favorire quindi lo sviluppo di un approccio coordinato e mirato alla condivisione dei dati da parte delle due organizzazioni. Sarà più facile e rapido individuare le minacce in tutto il mondo e più semplice avviare una potenziale collaborazione futura in tema di formazione e condivisione di competenze e conoscenze.

La partnership, viene spiegato da un comunicato della società, supporta i programmi di Cisco mirati sia alla criminalità informatica pura sia ai reati informatici per assistere i paesi membri nell'identificazione degli attacchi informatici e dei loro autori.

“Lo scambio di informazioni e competenze tra il settore pubblico e quello privato è essenziale per combattere la criminalità informatica – spiega Noboru Nakatani, executive director di Igci - Nessun paese o azienda può farlo da sola. L'accordo tra Interpol e Cisco dà a noi, e ai servizi di polizia dei 192 paesi membri, l'accesso a importanti informazioni sulle minacce informatiche che ci aiuteranno non solo a individuare gli attacchi, ma anche a prevenirli".

“Poiché la criminalità informatica continua a intensificarsi in tutto il mondo, i difensori del settore pubblico e privato devono far fronte alla minaccia con altrettanta forza - aggiunge John N. Stewart, senior vice president, chief security e trust officer di Cisco - La visibilità e l'intelligence globale sulle minacce in tutto il settore della cybersecurity sono fondamentali per consentire l'individuazione, l'analisi e la protezione contro le minacce emergenti. Siamo lieti di collaborare con Interpol per condividere informazioni sulle minacce e trovare altre opportunità di collaborazione per combattere la criminalità informatica a livello globale”.

(Fonte: Corriere Comunicazioni)



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