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Videosorveglianza in condominio: una sentenza a Varese

28/06/2011

VARESE - E' una sentenza del 16 giugno scorso. Il condomino non può installare telecamere di controllo che riprendono ambienti condominiali comuni, anche se sono relative alla sicurezza le finalità legate all'installazione, a seguito di furti ed effrazioni. Il condominio stesso deve provvedere alla sua rimozione, a spese del condomino che ha installato l'impianto e sotto la sua responsabilità. Lo ha stabilito la Sezione Civile del tribunale di Varese con l'ordinanza n. 1273/2011. Il giudice ha infatti ritenuto che "nel silenzio della Legge", il condomino non ha "alcun potere di installare, per sua sola decisione, telecamere in ambito condominiale, idonee a riprendere spazi comuni o addirittura spazi esclusivi degli altri condomini". Secondo il tribunale "nemmeno il Condominio ha la potestà normativa per farlo, eccezion fatta per il caso in cui la decisione sia deliberata all'unanimità dai condomini, perfezionandosi in questo caso un comune consenso idoneo a fondare effetti tipici di un negozio dispositivo dei diritti coinvolti".

Il vuoto legislativo in questa materia si "incontra" con alcuni diritti fondamentali presidiati dalla Costituzione, come quello alla riservatezza e alla vita privata. "Il condominio è un luogo di incontri e di vite in cui i singoli condomini non possono mai sopportare, senza il loro consenso, un'ingerenza nella loro riservatezza seppur per il fine di sicurezza di chi video-riprende. Né l'assemblea può sottoporre un condomino a una rinuncia a spazi di riservatezza solo perché abitante del comune immobile, non avendo il condominio alcuna potestà limitativa dei diritti inviolabili della persona". Mancando dunque una norma specifica, continuano a essere significativi e troppo numerosi i problemi posti dalle videoriprese ed è per questa ragione che il Garante ha più volte sollecitato l'intervento del Legislatore. Nel caso specifio di Varese, inoltre, il giudice ha ravvisato un'altra conseguenza importante: "l'utilizzo delle telecamere ha causato un impoverimento delle attività quotidiane della parte ricorrente e anche stati soggettivi che militano verso la patologia. Una situazione che richiede urgente e immediata tutela".

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