giovedì, 23 novembre 2017

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Internet of Things, imprese italiane indietro con la trasformazione digitale

15/11/2017

MILANO – Per quanto la diffusione di tecnologie abilitanti l’economia digitale e la trasformazione digitale del mondo imprenditoriale sia in corso, risulta troppo lenta nel nostro Paese. Se si considera che il cuore del nostro tessuto economico è nelle piccole e medie imprese e nei territori, pare ancora lungo il cammino da compiere.

Il 35% delle piccole imprese italiane non è in grado di sviluppare progetti che prevedano l’introduzione di tecnologie per l’Internet delle cose e non ne prevede lo sviluppo. Un altro 20% non ha avuto a che fare con soluzioni di questo tipo, ma potrebbe valutarne presto l’adozione. Ne consegue che circa il 55% delle nostre piccole aziende è ancora escluso dalla trasformazione digitale. Un 45%, invece, si dice favorevole all’innovazione tecnologica e ha già promosso progetti IoT o lo farà entro la fine del 2017.

Per quanto riguarda le imprese di media grandezza i dati sono ancora peggiori, secondo un’indagine di Statista per il 2016, con un 38% completamente indifferente al progresso tecnologico, un 29% ancora poco incline ma potenzialmente interessato e, infine, un 33% che ha già integrato soluzioni IoT e lo farà ulteriormente per il 2017/2018. Il 67% delle imprese ancora non è pronto all’utilizzo di queste nuove tecnologie abilitanti la trasformazione digitale.

Sono più positivi i dati sulle aziende di grandi dimensioni: il 49% ha già avviato progetti dell’Internet of Things, il 30% è sul procinto di farlo, mentre solo il 21% non ha ancora integrato nessuna soluzione IoT al suo interno. Il numero di IoT company italiane è notevole, fermo restando che il 51% di grandi imprese nazionali che non hanno sviluppato progetti Iot o che forse lo faranno rimane un dato non positivo.

Il Piano nazionale per l’impresa 4.0 può aver favorito il processo di trasformazione digitale tra le grandi organizzazioni, ma non è altrettanto vero per le altre. Tra i fattori che ad oggi non favoriscono l’adozione di tali tecnologie da parte delle piccole e medie imprese vi è il problema del costo, quindi le scarse competenze, la sfiducia verso l’innovazione tecnologica digitale, il timore degli attacchi informatici e del cyber crimine.

In base a recenti dati Istat, la percentuale di lavoratori con adeguate competenze digitali è molto più basso del dato medio europeo: 23% contro il 32%. In un recente Report del World Economic Forum, l’Italia è al 35° posto (su 130) sempre in riferimento alle competenze digitali dei lavoratori.

 



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