mercoledì, 13 dicembre 2017

Privacy

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IoT e privacy, è necessaria una maggiore consapevolezza sul trattamento dei dati

08/11/2017

MILANO - Dall’Internet delle cose stanno emergendo novità di interesse che guideranno la società occidentale verso una realtà interconnessa, in cui molti dispositivi interagiranno con l’ambiente circostante senza che risulti necessario l'intervento umano. I dati che tali oggetti trattano, e che possono essere incrociati con quelli provenienti dagli altri dispositivi e dalle tracce che ogni giorno chiunque di noi lascia in rete e in giro, deve portare a qualche riflessione.

Il nuovo Regolamento Europeo sul trattamento dei dati personali introduce il concetto di valorizzazione dei dati e di uso legittimo da parte del titolare, con un'apertura al mondo aziendale che, se da un lato concretizza una maggior protezione dell’interessato per un approccio orientato ai processi e non ai prodotti, dall’altro consente la profilazione informata dell’utente senza molte limitazioni e questo deve indurre gli operatori del diritto, ma soprattutto i cittadini, a porsi alcune domande.

Avere un’autovettura collegata in tempo reale ad Internet e al sistema GPS consente di certo un più soddisfacente intrattenimento di bordo, l’individuazione di punti di interesse nelle vicinanze, la ricezione di messaggi in tempo reale, di natura promozionale o culturale, allerta immediati in caso di problemi sul percorso e soccorsi più veloci. Allo stesso tempo, però, trasmette una ponderosa quantità di dati ai gestori dei relativi servizi, che possono a loro volta elaborarli e quindi rivenderli alle compagnie di assicurazione, agli enti proprietari delle strade, a chi eroga servizi, a chi si occupa di marketing.

L’utente potrebbe esser profilato per la condotta alla guida e veder aumentare la polizza di assicurazione sulla base non di reali sinistri, bensì di presunzioni, in quanto considerato un profilo a rischio (ad esempio perché supera spesso i limiti di velocità o compie manovre azzardate). Un discorso simile, analizzando altri dati, può valere per i rapporti bancari o finanziari, le polizze vita, l’assistenza sanitaria.

Per queste ragioni è necessaria una maggior cultura del consenso al trattamento e dell’informativa resa dal titolare, moduli che spesso l’utente legge in modo frettoloso e distratto, accettandone le clausole, soprattutto quando stipula contratti on line.

(Fonte:corrierecomunicazioni.it)



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