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Videosorveglianza, strumento efficace anche contro la piaga dei graffiti

15/08/2017

MILANO - Che la presenza di un sistema di videosorveglianza rappresenti un deterrente efficace e uno strumento prezioso per individuare delinquenti e autori di varie tipologie di reati, è cosa nota. E' recente la conferma di questo anche in riferimento a una vera e propria piaga che affligge la città di Milano (e non solo) e che riguarda la questione dei graffiti.

La scorsa settimana, tre writers sono stati fermati dal personale della Security di Atm e dagli uomini della Polizia di Stato mentre tentavano di imbrattare un treno nel tronchino della metropolitana  Lotto M1. I tre, due di nazionalità tedesca e un lituano, sono stati visti dalla centrale operativa di Atm attraverso il sistema di telecamere mentre si introducevano in galleria dalla banchina della stazione di Lotto.

La circolazione dei treni, spiega Atm in una nota, è stata sospesa per precauzione, ed è stato attivato un servizio sostitutivo con bus. Atm ha quindi inviato il proprio personale sul posto e allertato la Polizia di Stato. Una pattuglia della Security ha bloccato con l’automobile di servizio e presidiato le due grate esterne. Nel frattempo, due uomini della vigilanza Atm correvano verso i ragazzi e, dall’altra direzione, gli agenti della Polizia si dirigevano verso i writers in fuga, riuscendo a catturarli.

La presenza di telecamere e la collaborazione con le Forze dell’ordine, scrive in una nota l’azienda di trasporto locale, ha permesso ad Atm di contrastare in modo significativo simili fenomeni. Qualche dato: nei primi 6 mesi del 2017 vi è stata una diminuzione del numero di eventi: dai 98 del 2016 ai 50 nello stesso periodo del 2017; gli imbrattamenti totali sono passati da 48 a 33 e i casi di imbrattamenti parziali e sventati dalle squadre Security sono passati da 50 a 17. La conferma arriva anche dalla diminuzione (-67%) del numero di writers fermati: 8 tra gennaio e giugno di quest’anno, rispetto ai 21 fermati nello stesso periodo dell’anno scorso.

 

 

 


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