venerdì, 23 giugno 2017

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Assemblea ANIE 2017, l'Italia può guardare al futuro con ottimismo

16/06/2017

MILANO – Sempre molto pregnante, ricca di dati, anticipazioni e spunti di riflessione, l'Assemblea annuale ANIE, svoltasi il 15 giugno a Milano, ha innanzitutto illustrato l'andamento del 2016 e del primo semestre del 2017, delineato prospettive e scenari futuri alla luce dell'inarrestabile sviluppo della tecnologia, consegnando proposte e auspicando che tale sviluppo possa essere anche apportatore di equilibrio ed equità sociale. Il tutto in un'atmosfera di positività ed energia che quest'anno sono state palpabili e condivise da tutti i protagonisti intervenuti.

 “L'industria tecnologica italiana guida la ripresa, come evidenzia ANIE Confindustria, la casa delle tecnologie italiane – ha esordito il Presidente Giuliano Busetto. I dati del 2016 hanno visto un + 4,2% per l'Elettronica e una stabilità per l'Elettrotecnica (-0,7%). Lo scenario è positivo anche per il prossimo futuro. Le commesse relative agli ordinati interni di entrambi i settori registrati tra gennaio e marzo del 2017 segnano una crescita del 9,1% rispetto al primo trimestre dello scorso anno e un + 3,7% di quelli esteri”.

Una frenata caratterizza invece l’andamento nel 2016 delle tecnologie ANIE rivolte al mercato dell’Energia, trasversale sia alle fonti tradizionali sia a quelle rinnovabili. Nel prossimo triennio, però, sono previsti investimenti sulle infrastrutture di Rete elettrica che si concentreranno soprattutto nei segmenti tecnologici più innovativi. A questi si affiancheranno anche quelli per la manutenzione e ammodernamento del parco installato e per l’ulteriore sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili alla luce degli obiettivi europei al 2030.

Lo scenario che si sta delineando è però generalmente positivo e un'ulteriore conferma viene guardando ai singoli mercati finali delle tecnologie che Anie rappresenta: industria, building, infrastrutture e trasporti, energia. L'andamento è altrettanto positivo per l'Industria manifatturiera, che ha visto nel 2016 una crescita del fatturato del 3,7% rispetto al 2016. I segnali sono confermati dall'indice PMI (Purchasing Manufacturing Index) che si colloca in ambito dinamico da settembre 2016, raggiungendo ad aprile di quest'anno il massimo storico degli ultimi sei anni.

Busetto ha sottolineato l'importanza “vitale” del fatto che le istituzioni prestino la dovuta attenzione al settore manifatturiero, che si colloca ai primi posti nel mondo, perché l'industria è il motore pulsante di un'economia prospera, che consente un maggiore equilibrio sociale e una crescita uniforme del Paese. Il presidente ha quindi esposto un dato relativo all'utilizzo da parte delle aziende ANIE degli strumenti che la Federazione ha ideato per supportare le aziende nel processo di conoscenza di Industria 4.0. Tra accessi al portale dedicato (focus su Anie.it) e richieste allo Sportello Anie 4.0, sono infatti oltre 2.200 i contatti che in due soli mesi gli ingegneri Anie hanno avuto da parte delle aziende interessate a capire come applicare in concreto il Piano. Ha inoltre fatto riferimento ad ANIE Digitale, che analizzarà a fondo le implicazioni della digitalizzazione nei vari settori e affermato che essa non è un opzione ma una direzione strategica verso cui il mondo si orienta e il cui concetto si sta espandendo anche in applicazione alle città (smart grid, smart building). Ha annunciato che è stato costituto nell’ambito della Federazione il Comitato Anie Digitale che sarà guidato da Agostino Santoni - Cisco Italia - e che ha l’obiettivo di supportare le aziende nel percorso verso la digitalizzazione.

Un riferimento significativo è stato riservato al tema della Ricerca e Sviluppo - “Le nostre imprese investono in media il 4% del loro fatturato a sostegno dell'innovazione”  - ha puntualizzato con orgoglio Busetto, che ha anche evidenziato come la spinta verso lo sviluppo della tecnologia, sia pur imponente, non sia da guardare con preoccupazione.  “Non dobbiamo temere l'evoluzione della tecnologia. Credo anzi che vi sarà in futuro una valorizzazione dell'uomo, che passerà ad attività ricche di conoscenza e più sfidanti rispetto al passato”.

Ha preso quindi la parola Roberto Maroni, Presidente Regione Lombardia, che ha espresso apprezzamento per parole di Busetto e ha confermato la centralità dell'industria manifatturiera, un settore trainante in Lombardia. Ha voluto quindi sottolineare la vocazione all'innovazione che le è propria e gli sforzi che la Regione sta compiendo nella direzione della riqualificazione energetica degli edifici pubblici, con misure concrete e con investimenti cospicui (63 milioni di euro) anche a sostegno della ricerca e delle nuove imprese che puntano sull'innovazione tecnologica.

Questa visione ottimistica è stata condivisa anche dai protagonisti di una tavola rotonda intitolata: “Città, lavoro, talenti e futuro: la tecnologia, un bene per tutti”. Alberto Bombassei, Presidente Brembo; Francesco Daveri, Professore di Politica Economica Università Cattolica; Enrico Finzi, sociologo; Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, hanno delineato un quadro positivo per il prosimo futuro. Una politica economica che parta dalle aziende e dalle loro esigenze, un'adeguata formazione tecnica e multidisciplinare, in linea con le esigenze del mondo produttivo, costanti sovvenzioni alla Ricerca e allo sviluppo, capacità di valorizzare le risorse umane e di fare in modo che l'università riesca a preparare persone con un senso critico, in grado di rappresentare una ricchezza e un valore per le aziende: tutto questo può contribuire a far sì che si diffonda la percezione generalizzata che l'impresa è uno degli elementi fondamentali della vita del paese, che sta riprendendo a crescere e che si sta avviando, finalmente, a uscire dalla crisi.

L'ultima, come di consueto brillante, relazione, è stata quella di Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria, che ha ribadito l'importanza per il nostro paese di non compiere errori per non arretrare, arrestando così il processo di uscita dalla crisi. Ha espresso riconoscenza per il lavoro svolto da Anie e sottolineato con vigore l'importanza di definire una politica economica che parta dalle aziende. “Porre al centro la questione industriale significa avere a cuore la crescita di questo Paese, precondizione per contrastare disuguaglianze e povertà e quindi poter costruire una società più equa”.

 

 


maggiori informazioni su:
www.anie.it



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