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Credito d'imposta per ricerca e sviluppo, chiarimenti da parte dell'Agenzia delle Entrate

11/03/2017

ROMA - L’Agenzia delle Entrate ha chiarito l’applicazione del credito d’imposta per ricerca e sviluppo. Il DL 145/2013 ha subito nel tempo varie modifiche e attualmente riconosce a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo dal 2015 sino al 2020, un credito di imposta per investimenti in misura pari al 25% “delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d'imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015”.

Il credito di imposta oggi spetta fino a un importo massimo annuale di 20 milioni di euro per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a 30.000 euro. Sull’argomento sono recentemente state pubblicate due diverse risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate, la 19/E/2017 e la 21/E/2017 che chiariscono quali costi e beni, per l’Agenzia, sono ammessi al credito di imposta, a quali condizioni.

Un alto tema che può essere di interesse per gli operatori del settore è quello dei finanziamenti agevolati per micro, piccole e medie imprese per l’acquisto di macchinari, impianti, beni strumentali, attrezzature, hardware e software. L’agevolazione consiste nella concessione di un finanziamento agevolato finalizzato all’acquisto di beni aziendali (esclusi terreni, fabbricati, merci e materie prime): il finanziamento, che deve richiesto a Banche e intermediari finanziari, vede l’intervento del Ministero per lo Sviluppo Economico che eroga un contributo pari all’ammontare degli interessi calcolati al tasso del 2,75% (3,75% per gli investimenti in tecnologie digitali).

 

 

 


maggiori informazioni su:
www.agenziaentrate.gov.it/



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