lunedì, 26 giugno 2017

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Privacy online, siti a rischio se sul browser non c'è il lucchettino verde

22/02/2017

FIRENZE - Da alcune settimane gli internauti notano sulla barra del browser scritte come "sito non sicuro", o simboli quali triangolini rossi o cerchi bianchi, a segnalare siti web per cui si viene invitati a prudenza prima di inserire i propri dati personali su un form di contatto, effettuare un login ad un'area riservata, o fare pagamenti online.

Per innalzare il livello della sicurezza della navigazione in rete, sia da pc fisso che da tablet o smartphone, le versioni più aggiornate dei browser "etichettano" infatti come siti sicuri con un piccolo lucchetto verde solo i siti web che sono dotati di certificati SSL (Secure Sockets Layer), per cui la Certification Authority che li emette effettua un controllo preventivo sul sito interessato, che deve essere raggiungibile mediante protocollo di comunicazione sicura a 128 bit o superiore, riconoscibile dal prefisso "https" anteposto al nome del dominio.

Nel caso in cui l'utente visiti un sito che è contrassegnato da un cerchio bianco con una "i" nel centro, significa che questo non utilizza una connessione privata, e qualcuno potrebbe pertanto riuscire a vedere o intercettare le informazioni inviate attraverso quella pagina, pertanto è sconsigliato inserirvi dati personali e password di accesso, ma soprattutto è meglio evitare di digitare i dati della propria carta di credito.

Ma se il simbolo visualizzato è un triangolino rosso con un punto esclamativo nel mezzo, sarebbe opportuno uscire subito da tale sito, perché considerato non sicuro con problemi che mettono a rischio la privacy. Invece, nei casi più gravi il browser può addirittura bloccare l'apertura di una pagina web considerata pericolosa, visualizzando una schermata rossa che avverte sui rischi che si correrebbero proseguendo la navigazione. D'ora in poi, gli utenti hanno quindi uno strumento in più per conoscere se un sito web risponde o meno a determinati parametri per valutarne l'affidabilità, come spiega Nicola Bernardi, presidente di Federprivacy:

"La maggioranza degli utenti del web non possiede competenze informatiche avanzate, e neanche conosce bene la normativa in materia di protezione dei dati personali, per cui il ricorso a simboli ed icone che aiutano a comprendere il grado di sicurezza dei siti che si visitano deve essere considerato come un'utile modalità di valutazione dell'affidabilità degli stessi, e un passo avanti per la protezione della privacy online. Naturalmente - sottolinea Bernardi - il sito di Federprivacy è già stato adeguato ed è dotato di certificato SSL, e per questo gli utenti potranno notare che adesso vi si può navigare solo sul protocollo sicuro https."

Se è dunque vero che adesso gli utenti sono aiutati ad identificare i siti affidabili, d'altra parte da una verifica dell'Osservatorio di Federprivacy effettuata sui 50 siti di lingua italiana più visitati emerge che attualmente l'82% di questi sono contrassegnati ancora come "non sicuri", e pertanto aziende che operano sul web e siti di e-commerce sono chiamati ad attivarsi tempestivamente per apportare gli adeguamenti necessari per assicurare un maggiore livello di protezione della privacy online e non compromettere la fiducia dei propri utenti.

 

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www.federprivacy.it



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