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Garante dell’infanzia, sì a utilizzo sistemi videosorveglianza a circuito chiuso

12/08/2016

Roma – Giunge dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza un “sì” all’impiego di sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso, nel “superiore interesse del minore”, con accesso alle immagini dietro autorizzazione dell'Autorità giudiziaria.

Nel corso di una recente audizione davanti alle Commissioni I e XI riunite a Palazzo Montecitorio, sulle proposte di legge in materia di videosorveglianza negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia e nelle strutture socio assistenziali per anziani, disabili e minori in situazioni di disagio, Filomena Albano, Autorità Garante, ha aggiunto che è però “Fondamentale intervenire sulla prevenzione, con la formazione di qualità degli educatori”.

Il tema è complesso, sia dal punto di vista giuridico sia fattuale, “perché riguarda tanti aspetti – ha aggiunto Albano - la tutela dei dati personali e della riservatezza, sia dei bambini sia dei lavoratori delle scuole, la tutela della incolumità fisica e psichica dei minori, la salvaguardia della relazione educativa insegnante-bambino e, più in generale, l’affidamento e la fiducia nei confronti delle persone a cui deleghiamo ogni giorno, e per la gran parte della giornata, la cura dei nostri figli, la formazione e qualificazione professionale del personale, la tutela degli stessi lavoratori da segnalazioni infondate, il rapporto tra nuove tecnologie e strumenti di controllo più tradizionali”.

L’opinione della Garante Albano è che sia “necessario operare un bilanciamento tra la tutela della sicurezza dei bambini e la salvaguardia della loro stessa riservatezza da mezzi eccessivamente invasivi” e che tale bilanciamento possa essere realizzato con un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, con immagini accessibili solo previa autorizzazione dell’autorità giudiziaria in presenza di una richiesta motivata, poiché tra i tanti fattori da considerare è rilevante “il superiore interesse del minore, bene di rango superiore”

 


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