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Convergenza IP: come cambia il consulente di sicurezza

21/06/2012

Di Noelia Castillón, Southern region Marketing manager Honeywell Security Group 

Operando in un settore tutto sommato di nicchia, i consulenti di sicurezza hanno per anni fornito ai propri clienti consigli in piena autonomia. L’inarrestabile intreccio tra IT e sicurezza dovuto alla convergenza sul canale IP ha però richiesto anche ai consulenti di adattarsi e di ridefinire il proprio ruolo. Ovviamente non senza difficoltà.

Il ruolo sempre più importante assunto dall’IT nella sicurezza ha avuto conseguenze molto articolate sui vari attori del settore: ha inciso sui produttori nelle soluzioni da proporre, sugli installatori nello sviluppo di nuove competenze, sui commerciali nella distribuzione, nel supporto e nella vendita dei sistemi di sicurezza. Ma la migrazione dall’analogico all’IP ha inciso anche sugli utenti finali, che si sono dovuti confrontare con una tecnologia più potente, ma in alcuni casi più complessa. Nonostante lo sforzo per cambiare il proprio modus operandi, il comparto sicurezza ha comunque mosso notevoli passi avanti nell’adozione di questa tecnologia.

Molti produttori offrono agli installatori corsi di formazione per illustrare i vantaggi dell’IP, molto apprezzati dal canale. Pari apprezzamento lo manifestano i consulenti di sicurezza, che hanno una notevole influenza sul mercato. I consulenti indipendenti non sono legati ad un unico fornitore: offrono suggerimenti imparziali basati sulle esigenze del cliente, sostenendo i responsabili della gestione dei rischi nella stesura dei capitolati e nella scelta del prodotto giusto al prezzo più concorrenziale. Tuttavia, come per altre aree del settore sicurezza, la progressiva diffusione dell’IP ha dato una nuova connotazione al ruolo del consulente.

Chi parla con chi

Ai destinatari tradizionali delle attività di un consulente, vale a dire responsabili della sicurezza e di impianti, si è aggiunta anche la figura del responsabile IT. Per i consulenti che hanno basato la propria attività sui Site Manager, si è trattato di un cambiamento radicale nel modo di pensare e nell’approccio da adottare. Tra i pro si annovera il fatto che i responsabili IT intuiscono assai rapidamente e facilmente la tecnologia. Una rete IP non ha segreti per un tecnico IT e l’implementazione e la gestione del software associato al processo non è che un’aggiunta alla vasta gamma di cicli di vita delle applicazioni delle quali gli IT manager hanno grande esperienza.

Queste nuove interlocuzioni hanno però imposto che i consulenti acquisissero una certa padronanza della terminologia e della tecnologia IT in modo da fornire consulenze efficaci. Inoltre, poiché le soluzioni IP si evolvono molto più velocemente rispetto ai prodotti analogici tradizionali, i consulenti hanno dovuto seguire, sul piano dell’aggiornamento, i continui sviluppi della tecnologia. I programmi di consulenza tenuti dai produttori si sono rivelati - per impiantisti e consulenti tecnici - strumenti particolarmente validi per essere al passo con le tendenze più all’avanguardia e per acquisire una visione approfondita sul modo in cui l’IP è in grado di offrire soluzioni efficaci, integrate, facilmente gestibili e al passo con le esigenze dei clienti.

Spesso i corsi di formazione implicano l’acquisizione di qualifiche o il rilascio di certificati, ma un altro incentivo alla partecipazione è la necessità di comprendere appieno l’evoluzione delle normative EN che disciplinano l’installazione, le caratteristiche e il funzionamento degli allarmi antintrusione. Si tratta di un’area di ampio interesse per i consulenti, vista l’introduzione di altri standard per la videosorveglianza e visto il presunto ingresso del CENELEC nei prossimi anni.

Chi assume chi

L’intreccio tra IT e sicurezza sta influenzando anche le strategie di assunzione implementate dai consulenti per la sicurezza. In risposta alla migrazione in atto, la categoria sta assumendo con maggiore frequenza personale con qualifiche avanzate nel settore informatico e sta incoraggiando lo sviluppo di competenze IT tra i propri dipendenti, per garantire che queste conoscenze essenziali siano profondamente integrate nel nucleo centrale della loro attività. Un altro impatto, seppur più lieve, dell’evoluzione tecnologica sul ruolo del consulente per la sicurezza è il modo in cui alcuni impiantisti hanno iniziato a dedicarsi al mercato delle grandi imprese. Per tali aziende, acquistare o aggiornare un sistema di sicurezza significa fare investimenti considerevoli, quindi una decisione sbagliata può costare cara.

Poiché la sicurezza sta diventando l’ambito di competenza sia dei responsabili di impianti che del settore IT, entrambi con un rispettivo gap di conoscenze, cresce l’esigenza di coinvolgere una terza parte indipendente in grado di fornire le consulenze e le garanzie necessarie a entrambi i soggetti coinvolti. In sintesi, quando l’intero settore ha risposto ai cambiamenti costruttivi determinati dall’avvio dell’IP, anche le organizzazioni indipendenti hanno lavorato senza sosta per raggiungere il medesimo risultato. Proprio come gli organismi volti alla stesura degli standard, quali PSIA e ONVIF, hanno investito tempo ed energie per sviluppare standard affidabili nel settore, i consulenti per la sicurezza hanno rilanciato le proprie attività in risposta al nuovo orientamento. Dalla volontà di formarsi e dalla capacità personale di adattamento dipenderà il futuro di questa categoria, per la quale si aprono nuove ed interessanti prospettive.


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