Privacy

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Il bilancio dell'attività svolta nel 2015 nella Relazione annuale del Garante per la Privacy

04/07/2016

ROMA- L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, composta da Antonello Soro, Augusta Iannini, Giovanna Bianchi Clerici, Licia Califano, ha presentato nei giorni scorsi la Relazione sul diciannovesimo anno di attività e sullo stato di attuazione della normativa sulla privacy. La Relazione traccia il bilancio dell'attività svolta nel 2015 e indica le prospettive di azione verso le quali l'Autorità intende muoversi, con l'obiettivo di assicurare una efficace protezione dei dati personali, innanzitutto on line, e rispondere alle sfide poste dai nuovi modelli di crescita economica e alle esigenze di tutela sempre più avvertite dalle persone.

Gli interventi più rilevanti: la lotta al terrorismo e la raccolta massiva di dati; il crimine informatico; la profilazione on line e i social media; i nuovi monopoli creati dai colossi della Rete; la trasparenza della Pa on line e le garanzie da assicurare ai cittadini; il fisco e la tutela della riservatezza dei contribuenti; l'uso delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro; la protezione dei dati contenuti negli atti processuali; la tutela dei minori da parte dei media; i diritti dei consumatori; le grandi banche dati pubbliche; il mondo della scuola; la sanità elettronica.

E' proseguito il lavoro svolto per assicurare la tutela della privacy on line, a partire dai grandi motori di ricerca e dai social network. Il Garante italiano, primo tra i Garanti europei ad aver dato prescrizioni a Google, ha consolidato nel 2015 la procedura di confronto e controllo del protocollo sottoscritto da Mountain View. A Facebook l'Autorità ha imposto di bloccare i falsi profili (i cosiddetti fake) e di assicurare più trasparenza e controllo agli utenti.

Per quanto riguarda l'Internet delle cose, il Garante ha avviato una consultazione per definire le regole per il corretto uso dei dati degli utenti e partecipa ad un'indagine internazionale, concentrando la sua analisi soprattutto sulla domotica. Con Linee guida sono state definite le garanzie da assicurare agli utenti da parte di chi svolge attività di profilazione on line, a partire dai principali siti web. Sono stati definiti i criteri per l'accoglimento delle richieste di tutela del diritto all'oblio su Internet e la deindicizzazione degli Url. E' stato inoltre ulteriormente rafforzato il diritto delle persone a vedere aggiornati gli archivi giornalistici on line.

Particolare rilevanza ha assunto nel 2015 la questione della cybersecurity: sono quasi raddoppiate (49) le comunicazioni di violazioni di banche dati (i cosiddetti data breach) pervenute all'Autorità nel solo settore dei servizi di comunicazione elettronica. E sempre in materia di data breach, anticipando il nuovo Regolamento europeo, il Garante ha adottato un provvedimento che impone alle Pa di comunicare le violazioni o gli incidenti informatici subiti. Il Garante ha prescritto misure per l'innalzamento dei livelli di protezione dei dati nei nodi di interscambio dei dati Internet (Ixp).

Nel settore della sanità elettronica, per garantire maggiori tutele per i dati dei pazienti il Garante ha adottato le Linee guida sul dossier sanitario. E sempre in ambito sanitario ha dato indicazioni sui registri di patologia, sullo screening neonatale, sulle misure di sicurezza per il nuovo sistema informativo centralizzato. Per garantire un corretto rapporto tra trasparenza della Pa e riservatezza e dignità dei cittadini sono state resi pareri per richiamare l'attenzione sul giusto equilibrio da realizzare tra obblighi di pubblicità degli atti e dignità delle persone, comprese le sentenze. Una particolare azione è stata intrapresa per aumentare il livello di sicurezza della Pa digitale e per l'entrata in funzione dello Spid.

Particolare impegno è stato rivolto anche nel 2015 alla messa in sicurezza delle grandi banche dati pubbliche, prima fra tutte quella dell'Anagrafe tributaria. E' proseguito l'impegno per evitare l'invasività del cosiddetto telemarketing selvaggio, un fenomeno che non tende purtroppo a diminuire e per il quale il Garante invoca da tempo nuove regole: solo nei primi mesi del 2016 sono state 3.000 le segnalazioni giunte all'Autorità. Un capitolo importante ha riguardato infine il rapporto tra privacy e diritto di cronaca, con particolare riguardo alla tutela dei minori.

 


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