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Focus ecnomico Anie: segnali di ripresa nel settore delle tecnologie per l'automazione

06/04/2011

MILANO - Si vedono segnali di ripresa. Secondo quanto riporta il Focus economico presentato da Anie, dopo un 2009 critico, nel 2010 l'industria Elettrotecnica ed Elettronica italiana sta infatti conoscendo i primi impulsi al rialzo. Nella prima metà dell'anno le migliorate condizioni del quadro macroeconomico internazionale e l'evidenziarsi di un clima più favorevole agli investimenti hanno dato nuova linfa alla domanda rivolta all'industria di trasformazione nazionale e, soprattutto a quella delle tecnologie elettrotecniche ed elettroniche. Qualche dato reso noto in chiusura d'anno, secondo i preconsuntivi ad oggi disponibili: il fatturato aggregato ha mostrato una crescita dell'11,3% per l'Elettrotecnica, del 12,5% per l'Elettronica. Positivo il contributo delle tecnologie rivolte al mercato energetico (grazie anche agli investimenti green avviati da molti Governi) e positivi il saldo dell'export delle tecnologie nazionali (+ 10%). Sul risultato complessivo della macroarea ha avuto un impatto positivo anche il buon andamento delle tecnologie dei cavi. Le imprese fornitrici di tecnologie per infrastrutture di rete elettrica hanno potuto contare sul proseguimento degli interventi di infrastrutturazione per l'aggiornamento di impianti e reti all'estero. Buoni i risultati del settore delle tecnologie per l'Automazione industriale, che ha risentito in senso positivo della crescente richiesta di innovazione che giunge dai settori dei clienti a valle, anche se continuano, al contrario, a risentire del profilo debole di consumi e investimenti sul fronte domestico le tecnologie ICT. Quali le prospettive per il 2011? Il Focus dipinge un panorama ancora incerto, condizionato dall'effettiva tenuta della ripresa sui mercati esteri e dal perdurare di situazioni critiche, quali le tensioni nei prezzi delle commodity, la compressione dei margini aziendali a causa dei rialzi nei prezzi degli input produttivi, al più difficile accesso al credito e ai ritardi nei pagamenti. Pesa l'incognita dell'instabilità politica nei paesi del Nord Africa e Medio Oriente. Quello che è certo è che proseguirà la tendenza emersa negli ultimi due anni e che farà sì che meno penalizzati saranno gli operatori che non si sono rivolti soltanto al mercato interno, ma che hanno allargato all'estero e i particolare ai paesi emergenti i loro orizzonti commerciali.

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