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Whistleblowing , prove di privacy per le "gole profonde"

13/05/2016

ROMA -- Da Frank Serpico ad Edward Snowden, le cosiddette "gole profonde" che hanno denunciato pubblicamente o riferito alle autorità attività illecite o fraudolente all'interno di un governo o di un'azienda, non hanno mai avuto vita facile, e in Italia neppure una chiara connotazione giuridica.

Anche se finora non esiste una disciplina legislativa appositamente dedicata alla materia, è comunque possibile ritrovare nel nostro ordinamento una serie di riferimenti normativi al "whistleblowing" in Italia, e sul piano della tutela della privacy il Garante per la protezione dei dati personali si è espresso inviando una segnalazione al Parlamento per sollecitare sin dal 2009 l'opportunità di una regolamentazione in relazione all'utilizzo di sistemi di segnalazione di presunti illeciti commessi da soggetti operanti a vario titolo nell'ambito di organizzazioni pubbliche e private, e più recentemente lo scorso gennaio la Camera dei Deputati ha approvato una proposta di legge sulla protezione dei whistleblower, che adesso è al vaglio del Senato.

“Il tema è molto trasversale - ha affermato Angelo Jannone, membro di Federprivacy e partner di Crowe Horwath - se sotto l’aspetto della compliance anticorruzione il sistema del whistleblowing deve tutelare l’identità del segnalante, dal punto di vista della privacy deve invece essere a prova di tutela dei dati del segnalato e dei terzi che potrebbero essere citati a vario titolo in una segnalazione di illecito", ha spiegato l'ex ufficiale del ROS a margine del convegno "Contrasto alla corruzione, tra repressione e prevenzione", organizzato dall’Università degli Studi Unitelma Sapienza in corso oggi a Roma presso la Sala Promoteca del Campidoglio.

Visti i delicati impatti sulla protezione dei dati personali, ma anche l'importante richiamo riscontrato dal convegno di oggi che vede trecento partecipanti tra aziende, enti pubblici, università e liberi professionisti, con la partecipazione di numerose personalità, tra cui il rettore di Unitelma, Francesco Avallone, e l'ex ministro della Giustizia Paola Severino, che ha dato il nome alla legge italiana anticorruzione (L.190/2012), Angelo Jannone tornerà di nuovo sul tema del whistleblowing al 6° Privacy Day Forum, in programma a Roma il prossimo 13 ottobre, convegno organizzato da Federprivacy per cui c'è speciale attesa quest'anno trai professionisti addetti ai lavori, in virtù dell'entrata in vigore del nuovo Regolamento UE 2016/679, che prenderà il posto del Dlgs 196/2003, il nostro attuale Codice Privacy che andrà definitivamente in pensione il 25 maggio 2018.


maggiori informazioni su:
www.federprivacy.it



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