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Geolocalizzazione & Scatole nere, addio privacy

01/12/2015

ROMA - Risparmiare sulla polizza auto? Ora è possibile, con le scatole nere. Gli automobilisti che infatti acconsentono ad installare a bordo della propria vettura una "black box" possono ricevere in cambio degli sconti anche significativi sul premio dell'assicurazione.

Ma c'è purtroppo anche un rovescio della medaglia, anzi tre: un primo aspetto, è che chi installa la scatola nera sull'auto, sarà anche monitorato in ogni suo spostamento. Infatti, questi dispositivi, attraverso il dispositivo gps, registrano costantemente dove si trova l'auto, tracciando ora, luoghi, velocità, e stili di guida.

C'è poi un secondo fattore che desta non poca preoccupazione: di recente, due ingegneri informatici americani, sono riusciti a dimostrare di poter prendere il possesso di un'automobile in un parcheggio attraverso un semplice smartphone, accendendo fari, tergicristalli, clacson, ed anche freni ed acceleratore. La questione non è assolutamente parsa uno scherzo estivo, tanto è che negli USA è stato tempestivamente preparato un disegno di legge per definire gli standard di sicurezza informatici ed il livello di protezione delle auto, e nel frattampo FCA ha richiamato "per cautela" dal mercato circa 1,4 milioni di veicoli nuovi. Questo esperimento, ha dimostrato platealmente che la tecnologia installata sulle auto, costituisce una appetibile porta d'ingresso per hacker e cybercriminali, che ora non si accontenteranno più di attaccare solo pc e smartphone.

Il terzo aspetto del rovescio della medaglia, tocca direttamente il nostro Paese: è dal 2012 che il "Decreto Liberalizzazioni" (DL 1/2012), aveva introdotto in Italia gli sconti sull'assicurazione per chi installava la scatola nera sull'auto, ordinando però che al contempo fossero date anche le dovute tutele sulla privacy e sulla sicurezza dei dati registrati dai dispositivi, attraverso l'emanazione di un regolamento attuativo da parte dell’IVASS, che però pare proprio essere caduto nel dimenticatoio, come spiega l'illustre ex Garante della Privacy, Francesco Pizzetti: "Questa Autorità, (n.d.r. l'IVASS), predispose a suo tempo, con la collaborazione del Garante, lo schema di regolamento e lo mise anche in consultazione pubblica nel marzo 2013. Tuttavia il procedimento non si concluse e il regolamento non fu mai emanato."

Certo è che, se è vero che il Garante della Privacy fece tutto quanto era di sua competenza, il fatto che poi non si sappia più niente del prosieguo dell'iter che doveva portare alla pubblicazione del regolamento sull'utilizzo delle scatole nere, la questione è davvero preoccupante, tanto più che, secondo le stime di ANIA, gli automobilisti che montano questi apparecchi in assenza delle tutele che dovevano essere dettate da tale regolamento sarebbero già 2 o addirittura 3 milioni, e chissà quanti di questi sono consapevoli di come la loro privacy sia concretamente messa a repentaglio.

 


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