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I limiti del datore di lavoro nel controllo sui dipendenti

24/03/2016

ROMA - Un datore di lavoro che sospetta che i propri dipendenti non svolgano correttamente le loro mansioni deve mantenersi, pur essendo previste maggiori aperture sui controlli a distanza dei lavoratori con il Jobs Act, nel massimo rispetto del Codice Privacy, evitando comportamenti illeciti puniti dal Codice Penale.

Un esempio è il caso riportato dalle cronache recenti sul quotidiano Il Tirreno. Il figlio dei titolari di un'azienda di Pistoia aveva installato una telecamera nascosta su un soppalco con l'obiettivo direzionato sui water della toilette per controllare le pause di quattro dipendenti. Queste ultime avevano però scoperto il dispositivo.

In sede penale, il giudice ha condannato in primo grado il figlio dei titolari dell'azienda a un anno e sei mesi, ritenendolo colpevole del reato di interferenze illecite nella vita privata ai sensi dell'art.615 bis del Codice Penale, con il pagamento effettivo di una provvisionale di 10.000 euro a ciascuna delle quattro dipendenti.

Anche se il licenziamento delle lavoratrici è stato in seguito convalidato per “giustificato motivo” a causa del perdurare della crisi in cui versava l'azienda, è stato però il giudice del lavoro a ritenere che del danno morale ricevuto dalle quattro donne vi fosse "ampia dimostrazione", disponendo il pagamento complessivo di 105.000 euro di risarcimento in base all'art.2087 del Codice Civile, che impone al datore di lavoro di adottare tutte le misure idonee "necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro".

Angelo Jannone, ex colonnello dei Carabinieri, oggi partner di Crowe Horwath e docente universitario, ha così commentato: “Vi sono comportamenti che ledono la sfera privata dell'individuo e del lavoratore, che non possono ritenersi superati dal Jobs Act. Erano e rimangono reati. L’art.4 riformato, consente solo una maggior flessibilità sulla messa in atto di controlli di natura preventiva. Ed è ciò che ci si aspetta da datori di lavoro e aziende correttamente informati: la prevenzione di comportamenti infedeli o rischiosi viene prima. Ma sopratutto, quando si tratta poi di investigarli e contrastarli, è necessaria una visione interdisciplinare di norme e soluzioni. Quindi impostare correttamente e lecitamente i controlli preventivi, attraverso accordi sindacali quando previsti ed una policy ampia e dettagliata, permette l’utilizzo degli anche output quali evidenze di condotte illecite. Ma se si abusa i guai sono dietro l’angolo.”

 


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