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Travel Security, modelli a confronto in un seminario AIPSA

29/11/2015

MILANO - L’aumento delle aree di crisi e di guerra ha reso più pericolosi sia la permanenza, sia i viaggi all’estero del personale aziendale: per questo AIPSA ha organizzato in Fiera SICUREZZA un convegno su questo attuale tema.

L’idea guida era di partire da casi concreti, nel tentativo di condividere le migliori best practice, con il fine di arricchire il patrimonio professionale dei soci. Nel corso del convegno si sono confrontate le strategie aziendali di aziende che inviano spesso personale in paesi a rischio.

 Giampiero Cocco, Security Manager Edison, ha raccontato l'esperienza di un’azienda che, producendo energia (estrazione petrolio, gas e trasporto) invia assai spesso dipendenti all’estero. Per Filippo Ricciarelli, Head of Security FCA, la ricerca di nuovi mercati spesso in paesi a rischio, richiede un continuo bilanciamento tra business e gestione dei rischi.

Pirelli invece non è ad oggi presente in paesi a rischio, anche se - secondo Andersen Rossi de Almeida, Security Crisis Pirelli – ha circa 500 viaggiatori al giorno in paesi con rischi molto diversi, dal cyber crime in su. Per un’azienda come Sky i problemi sono assai variegati, quindi, ha raccontato Andrea Evangelista, Direttore Sicurezza SKY, si utilizzano volta a volta società di intelligence, International SOS e ci si interfaccia sempre con la Farnesina.

Infine per Andrea Galletta, Direttore Security Trenord, i problemi quotidiani sono di altro tipo: atti vandalici, graffiti, titoli di viaggio non pagati e fiumi di persone da proteggere giorno dopo giorno.

 

 

 


maggiori informazioni su:
www.aipsa.it



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