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Le strategie dei commercianti per una maggiore sicurezza

03/12/2014

TORINO – E' una diffusa sensazione di insicurezza quella percepita dai commercianti torinesi; il 35% di loro avverte che la sicurezza è diminuita e che gli esercizi commerciali sono sempre più esposti al crimine. Pur trattandosi di una percentuale più bassa di quella registrata a livello nazionale, pari al 47%,  la situazione che emerge dai dati resi noti da Confcommercio e Gfk Euriskos  mette in evidenza alcune caratteristiche che distinguono i negozianti torinesi da quelli del resto d’Italia: “Le nostre aziende – spiega Maria Luisa Coppa, presidente dell’Ascom locale – percepiscono come temi molto forti il rischio contraffazione, le rapine e l’usura, reati particolarmente acuiti in un momento di forte difficoltà economica della nostra area”. Un altro dato di rilievo riguarda il fenomeno del taccheggio, di cui è stato vittima il 58 % dei commercianti di Torino, più della media nazionale, ferma al 55%. Per cercare di superare questa difficoltà, i titolari di negozi passano all’azione: il 58% di loro ha cercato infatti di adottare un'adeguata contromisura per aumentare la sicurezza. Più nel dettaglio: il 36% ha stipulato un’assicurazione, il 34% ha installato telecamere di videosorveglianza e allarmi, il 21% ha ingaggiato un servizio di vigilanza privata, il 12 si è “barricato”, installando una vetrina corazzata. www.repubblica.it

 

 

 



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