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Privacy Officer, in Italia il numero degli esperti di data protection è ancora basso

29/10/2014

FIRENZE – Pur essendo già regolamentato per legge in 15 nazioni d’Europa, in Italia il Legislatore non è ancora intervenuto per dettare precise regole sul privacy officer, anche se un ente tedesco lo certifica come figura professionale. Una recente ricerca condotta da Federprivacy ha evidenziato come la riservatezza dei dati non sia tutelata a sufficienza dalla maggioranza delle aziende italiane, che si espongono così a gravi pericoli e super sanzioni. Nell’arco di un solo mese, è stato infatti di 24 milioni di euro l’ammontare delle violazioni scoperte da Federprivacy sui siti web italiani esposti a rischio sanzioni del Garante e del Nucleo Privacy della Guardia di Finanza. In Italia, Federprivacy è iscritta presso il Ministero dello Sviluppo Economico come associazione professionale che rappresenta i privacy officer ai sensi della Legge 4/2013, e ha già realizzato la certificazione di questa figura con l’ente tedesco TÜV Examination Institute, che rilascia il riconoscimento basato sulla Norma ISO 17024 riconosciuta a livello internazionale. I professionisti che hanno intrapreso il percorso per certificarsi, sono nel nostro Paese solo 700, e  200 sono già certificati. Il numero degli esperti di data protection è quindi ancora basso, a fronte di un fabbisogno decisamente molto più elevato, che si avvia verso un vero e proprio exploit, con l’economia digitale su cui tanto punta l’UE.

www.federprivacy.it

 

 

 



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