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Dossier Federprivacy: in un solo mese riscontrate violazioni privacy per 24 milioni di euro in siti web di enti e imprese

03/10/2014

FIRENZE  – Sono piuttosto allarmanti i dati diffusi da Fedeprivacy a seguito di una ricerca condotta nel corso del mese di agosto: il 67% dei 2.500 siti web analizzati di enti e imprese italiane viola il Codice della Privacy. Il Garante svolge con impegno attività ispettive per far fronte a queste violazioni ma nonostante le energie profuse si può affermare che il rispetto della privacy dei cittadini sia nel nostro paese ancora una chimera. Il discorso vale soprattutto per il web, dove spesso agli utenti che intendono accedere ai vari servizi online è richiesta la compilazione di form di contatto. Il cittadino fornisce informazioni personali senza però sapere come saranno utilizzati i suoi dati. Si ricorda che è un diritto dell'interessato ricevere un'idonea informativa sul trattamento dei dati personali, così che possa essere più consapevole la scelta se prestare o meno il proprio consenso. L'art. 161 del Dlgs 196/2003 punisce le infrazioni a tale prescrizione con sanzioni che vanno dai 6.000 ai 36.000 euro. Tali cifre possono raddoppiare se le violazioni coinvolgono numerosi interessati, come nel caso di siti internet accessibili al pubblico, o addirittura quadruplicare se chi contravviene è un soggetto facoltoso. La mancanza di trasparenza quando si devono fornire i propri dati su internet è senz'altro un fatto noto: i cittadini sono spesso oggetto di flussi imponenti di mail pubblicitarie e telefonate promozionali da parte di soggetti terzi. É però proprio lo studio condotto da Federprivacy a dare le reali dimensioni di questo fenomeno.


Violazioni e possibili provvedimenti

“L'ammontare delle violazioni rilevate nell'arco di un solo mese è stimata, codice alla mano, intorno ai 24 milioni di euro - spiega il presidente di Federprivacy, Nicola Bernardi -  ma la portata del fenomeno è molto più estesa perchè i domini registrati presso il Registro.it del CNR sono ad oggi circa 2,5 milioni, e questo significa che il campione analizzato equivale ad appena un millesimo dei siti italiani. L'entità di queste infrazioni, che sono pure alla bella vista di tutti su internet, è quindi potenzialmente calcolabile in alcuni miliardi di Euro.” Ma vediamo quali sono i settori interessati e il tipo di violazioni emerse dall'indagine. Su 2.500 siti web di enti e imprese italiane, in 1.690 casi non è rispettato l’obbligo di informare l'interessato su come saranno trattati i suoi dati personali, in violazione dell’art. 13 del Codice della Privacy. In molti casi non è rispettata neppure la richiesta di consenso al trattamento dei dati di cui all'art.23. Sono piccole e medie imprese, nel 55% dei casi, a non dare idonea informativa all'interessato, mentre il 17% dei siti web “colpevoli” della stessa omissione svolgono attività in settori legati alla salute: ospedali, cliniche, laboratori di analisi, studi medici, dentisti, chirurghi, tutte realtà che trattano dati sensibili. La ricerca condotta da Federprivacy pone in luce un aspetto interessante: nel 7% dei casi sono aziende informatiche, come web agency o società di consulenza nel settori di internet (che sviluppano spesso esse stesse numerosi altri siti web per i loro clienti) a commettere tali violazioni. Una percentuale corrispondente  al 6% dei contravventori risulta essere composta da soggetti di notevoli condizioni economiche e dimensionali, ovvero grandi aziende, multinazionali, enti pubblici, artisti, politici,  vip. Il dossier della ricerca di Federprivacy è giunto ora sui tavoli del Garante, Antonello Soro, e del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Entrambi dovranno valutare quali provvedimenti possono risultare idonei per arginare il fenomeno, che non solo continua a minacciare il diritto alla privacy dei cittadini, ma penalizza fortemente le casse dello Stato per le multe non contestate.

www.federprivacy.it



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