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É allarme sicurezza per i beni culturali italiani

04/09/2014

MILANO – Per i beni culturali del nostro paese si può senz'altro parlare di allarme sicurezza. Ogni giorno si verificano atti criminosi ai danni del patrimonio culturale italiano; soltanto nell’ultimo mese sono saliti agli onori della cronaca il furto di un capolavoro del Guercino - La Madonna con i santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo - trafugato dalla chiesa di San Vincenzo di Modena, e quello di tre tavole quattrocentesche di scuola cremonese sottratte dai musei del Castello Sforzesco di Milano. In entrambe le circostanze è emersa la grave inadeguatezza delle protezioni predisposte per la tutela delle opere, capolavori di grandissimo valore. Oltre alla drammatica carenza di sistemi antintrusione e di videosorveglianza adeguati alla consistenza e alla capillare diffusione del patrimonio sul territorio, in Italia è da rilevare la mancanza di una giusta attenzione verso il tema della sicurezza. Non solo: manca anche un’altrettanto valida sensibilizzazione degli operatori dei beni culturali, la cui formazione di natura storico-artistica deve essere al più presto integrata con la conoscenza degli strumenti che le attuali tecnologie offrono per la protezione del patrimonio culturale. La sicurezza rappresenta infatti la prima forma di tutela e il presupposto indispensabile per ogni attività legata ai beni culturali, dalla conservazione al restauro, alla valorizzazione.

Su questo grave problema ha espresso qualche considerazione Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby, da anni impegnata nella tutela del patrimonio artistico italiano: “Non è tanto un problema di risorse, quanto di scarsa sensibilità verso il tema della prevenzione e poca conoscenza delle attuali tecnologie- ha dichiarato. La protezione dei beni culturali tramite adeguati sistemi di sicurezza dovrebbe in realtà essere la prima preoccupazione di chi ha la responsabilità della loro custodia. Non ci sono scusanti: grazie alle moderne tecnologie oggi è possibile assicurare alle opere una protezione costante, sempre attiva, e con costi molto più contenuti di quanto si possa credere. Le apparecchiature di sicurezza e di videosorveglianza vanno però sempre scelte con consapevolezza, correttamente utilizzate e soprattutto sottoposte a regolare manutenzione. E’ importante affidarsi ai migliori professionisti del settore, i soli in grado di progettare e realizzare il sistema su misura di ciascun contesto e di offrire un adeguato servizio di assistenza e manutenzione, anche tenendo conto di possibili adeguamenti futuri. Gli episodi di furto avvenuti a Modena e a Milano fanno ancora una volta emergere la grave vulnerabilità del nostro patrimonio e la mancanza di un’adeguata sensibilità verso il tema della sicurezza. La Fondazione Enzo Hruby sta cercando di diffondere questo tipo di cultura da ormai sei anni tramite convegni, pubblicazioni e specifici progetti di protezione – tra quelli sostenuti in questi mesi vi sono la Basilica di Sant’Ambrogio a Milano, il Teatro Valli di Reggio Emilia e Casa Leopardi a Recanati – e dopo i recenti episodi è pronta a offrire nuovamente il proprio aiuto”. www.fondazionehruby.org

 

 

 



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