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L’importanza strategica dell’evoluzione tecnologica, tema del convegno A.I.P.S.A "Arena 2014”

23/05/2014

VERONA - Organizzato da AIPSA e intitolato: “L’evoluzione tecnologica della Sicurezza fisica in una visione globale e integrata”, il convegno svoltosi lo scorso 9 maggio nel Palazzo della Gran Guardia, a Verona, si poneva come obiettivo quello di approfondire proprio il tema dell’evoluzione tecnologica, anche grazie alla collaborazione con Digitronica.IT, azienda specializzata nell’integrazione tecnologica aziendale. Il primo a prendere la parola è stato il Presidente AIPSA, Damiano Toselli, che ha introdotto l’argomento sottolineando un aspetto che gli sta a cuore in modo particolare: l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato. Tale collaborazione diventa sempre più urgente e necessaria quanto più importanti settori strategici statali vengono privatizzati. Le istituzioni devono creare un collegamento con questi settori per mantenere operativi anche gli aspetti di queste attività che continuano ad avere una rilevante valenza pubblica. Come ha sottolineato lo stesso Toselli, se uno degli obiettivi della privatizzazione era quello di rendere quelle attività sostenibili da punto di vista economico, è chiaro che una collaborazione ottimale, all’insegna della sinergia con il privato, va esattamente in questa direzione. Al tempo stesso è importantissimo non confondere mai le prerogative pubbliche e quelle private e in questo senso è auspicabile la massima collaborazione, pur rimanendo ogni soggetto nel proprio ambito di responsabilità. Il convegno ha avuto diversi momenti di “concretezza”. Per ribadire l’importanza strategica dell’evoluzione tecnologica sia in ambito privato sia in ambito pubblico, sono infatti stati esposti alcuni casi reali. Con il suo intervento, Ivano Zuliani, Sicurezza Fiat Sirio, ha illustrato come l'inserimento di nuove tecnologie di sicurezza fisica negli stabilimenti Fiat abbia portato notevoli vantaggi. La sua esposizione li ha evidenziati, puntualizzando come questi benefici siano emersi anche in settori del tutto diversi dalla sicurezza, quali quelli dell’organizzazione, delle risorse umane (gestione dei turni) e quello finanziario. L’adozione di RFID per la gestione dei flussi di entrata dei camion ha ad esempio permesso di eliminare lunghe code e relativi indennizzi dovuti a ritardi e ha permesso di avere tracciati precisi dei percorsi. Determinante è risultata l’applicazione della tecnologia anche in ENAV. La sicurezza degli aeroporti, degli aeromobili e delle strutture di servizio è un obiettivo che deve essere perseguito attraverso il coordinamento di sistemi, risorse, abilità e fattore umano, da sempre punto di forza e di debolezza dell’intero sistema. “Compliance e due diligence = proactive security”, si dice, ma rispetto delle norme e diligenza non sono sufficienti perché occorrono sempre nuove strategie nei controlli, negli allarmi, nella gestione dell’infrastruttura tecnologica.


La security intesa come processo culturale

Il convegno ha messo in rilievo come le infrastrutture critiche debbano fronteggiare, oltre ai rischi propri, anche quelli esterni: vulnerabilità complesse e interdipendenti. Lo ha ricordato Francesco Di Maio (Security ENAV) che ha parlato di “una security intesa come processo culturale che pervada tutta l’organizzazione e la renda pronta a soluzioni flessibili di integrazione pubblico/privato”. Molto interessanti le nuove possibilità di ITS (Intelligence Transport System), di cui si è dotato il comune di Verona. Ad illustrarle ai numerosi presenti è stato Luigi Altamura, Protezione Civile Polizia Municipale, che ha spiegato come siano state realizzate con obiettivi precisi. In primis per la sicurezza del trasporto, quindi per poter consigliare ai cittadini il percorso migliore onde evitare pericoli, garantire la tempestività dei soccorsi in caso di emergenza, dare ai visitatori informazioni e previsioni di congestione del traffico attraverso i sistemi di accesso dislocati in vari punti in città e gestire, in modo intelligente, i semafori. Tra i temi trattati nel corso dell'evento non poteva mancare quello di cui si sente ormai diffusamente parlare: la sintesi tra infomobilità ed efficienza energetica, che si può ottenere realizzando collaborazioni tra pubblico e privato, tramite accordi con le case automobilistiche. Attraverso il geoportale creato dal comune, i cittadini possono accedere a numerosi servizi in modo veloce e facile. Non sono mancate le difficoltà per conseguire questi risultati, in parte legate all'esigenza di contenere i costi senza interferire con la sicurezza, che si vorrebbe invece accrescere, in parte per la complessità tipica dell’informatica, che deve elaborare i dati forniti da tutti i sensori (via cavo? wireless?) alle centrali operative e restituirle elaborate ai diversi utenti, coniugando sicurezza ed efficienza. Un contributo importante è stato quindi offerto da Gabriele Faggioli, avvocato e docente al Mip, che ha fornito diversi ragguagli su come vanno gestite le nuove tecnologie, tra privacy e impatto sindacale. L’evoluzione tecnologica ha infatti determinato l’introduzione nel nostro panorama giuridico di nuovi concetti, di nuovi beni tutelati, di nuove forme contrattuali e di nuove tipologie di crimini. Di conseguenza non sono pochi i punti critici e i dubbi che insorgono per le aziende. Quali dati si possono raccogliere? Quali si devono raccogliere? Quali controlli preventivi si possono fare? Con quale modalità è possibile acquisire le informazioni? I controlli difensivi sono consentiti solo quando si è riscontrato un illecito e quindi si può svolgere un’indagine mediante l’analisi dei dati? La tecnologia infatti può costituire un controllo sull’attività dei lavoratori ed essere quindi in contrasto con l’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori ed allora occorre tener presente le diverse e complesse interpretazioni della Cassazione in materia.


Il futuro? É a portata di mano

L'evento è quindi proseguito destando un grandissimo interesse nel folto pubblico presente con la parte che ha offerto la possibilità di volgere lo sguardo lontano, al futuro. Lo ha fatto grazie all'intervento di Maura Turolla (Telecom Mobile Device & SIM Application Telecom) che ha incentrato la sua esposizione sugli sviluppi della sicurezza delle SIM. Tramite esse si potranno gestire, oltre ai tanti dati che già oggi utilizziamo quotidianamente, molti altri dati in piena sicurezza. A differenza di quelle attuali, che possono essere gestite solo dagli operatori telefonici, le SIM future avranno spazi dedicati, ad esempio, ai gestori delle carte di credito che potranno utilizzarli per  consentire ai loro clienti una serie di operazioni. La sinergia tra le nuove tecnologie di Sim e di NFC (Near Field Communication) che include RFID, consentiranno di offrire anche il wallet virtuale sul quale si potranno accogliere altri servizi di pagamento. ad esempio titoli di viaggio. NFC porterà novità anche in azienda con la possibilità di utilizzare il cellulare per il controllo accessi, la carta aziendale, i ticket restaurant,  la gestione flotte e così via. Anche nel pubblico le nuove SIM potranno avere una parte importante nel mondo dell’identità fornendo al cittadino firma digitale, secure mail, login logoff per laptop/pc e così via. I lavori si sono quindi conclusi, chiarendo che il percorso da compiere è ancora lungo e da costruire insieme ad aziende, service provider e istituzioni, utilizzando in modo innovativo e sicuro gli sviluppi della tecnologia per creare una vera sinergia tra pubblico e privato e portare così tangibili benefici e vantaggi a tutta la collettività.  www.aipsa.it

 



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