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Diritto alla riservatezza e tutela dei dati al centro dell'ultima riunione dei Garanti europei per la privacy

08/05/2014

BRUXELLES – Nel corso dell'ultima riunione svoltasi a Bruxelles, i Garanti europei per la privacy hanno ribadito che la lotta al terrorismo non può giustificare invasive e indiscriminate forme di sorveglianza delle comunicazioni dei cittadini. Nel corso di questa riunione sono stati affrontate alcune importanti questioni, tra le quali quella riguardante il controllo delle comunicazioni elettroniche per scopi di sicurezza nazionale e quello sulle tecniche di anonimizzazione. Oltre a sollecitare i governi ad assicurare una maggiore trasparenza sulle attività dei servizi di intelligence, è stato raccomandato di mettere in campo una serie di azioni per il rafforzamento degli obblighi, che già gravano sui Paesi dell’Ue, di proteggere il diritto alla riservatezza e alla tutela dei dati personali. É quindi stata auspicata una rapida approvazione del “pacchetto protezione dati”, con particolare riguardo all’obbligo per le aziende, proposto dall’Europarlamento, di informare gli interessati sugli accessi ai loro dati consentiti alle autorità pubbliche competenti.

Si è parlato anche di adozione di un accordo internazionale che preveda forti garanzie per gli individui nel contesto delle attività di sorveglianza e che costituisca uno strumento globale per garantire il diritto alla riservatezza e alla tutela dei dati personali. Le Autorità di protezione dati europee non hanno trascurato la questione dei cosiddetti “metadati”,  ovvero di quei dati di contesto - tra cui numero chiamante e chiamato, indirizzo IP, luogo, ora, tipologia di terminale o servizio, durata della comunicazione - che descrivono il contenuto esterno di una comunicazione. I Garanti hanno ribadito che i metadati sono informazioni che permettono l'identificazione di un individuo, e come tali sono soggetti alle regole in materia di protezione dei dati personali. Sono state rivolte alcune raccomandazioni anche alle imprese, innanzitutto a quelle che forniscono servizi di comunicazione elettronica, affinché assicurino una maggiore trasparenza nella gestione dei dati degli utenti europei.

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