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Presentato da Icim il nuovo schema di Certificazione per la corretta manutenzione degli estintori

22/02/2014

MILANO – E' stato presentato in questi giorni, nell'ambito della tappa fiorentina del Sicurtech Village, il nuovo schema di certificazione proprietario messo a punto da ICIM. L'Ente di certificazione indipendente lo ha elaborato per verificare che la manutenzione di estintori, idranti, porte tagliafuoco venga eseguita secondo definiti e rigorosi criteri di qualità. La nuova certificazione ICIM è una risposta alla crescita di inadempienze e di frodi, così come attestano i dati di UMAN, l'Associazione nazionale delle aziende che operano nel settore della sicurezza e antincendio. Si pensi che la non corretta manutenzione degli estintori vale, da sola, 22,5 milioni di euro all'anno. Questa manutenzione di qualità certificata ICIM si rivolge agli operatori del settore, un mercato potenziale di oltre 2000 realtà diffuse su tutto il territorio italiano.

Obiettivo, una “vera” sicurezza

 

Il tema della sicurezza riveste ormai un rilevante ruolo sociale. Anche se la legge prevede una manutenzione periodica che accerti il corretto funzionamento delle apparecchiature e l'applicazione di un cartellino obbligatorio, che viene di volta in volta vidimato, e prevede anche che venga effettuata una revisione completa a scadenze definite (ogni cinque anni per gli estintori), continuano a verificarsi parecchi incidenti, anche gravi, nel nostro Paese. Tali incidenti risultano anzi in aumento per l'emergere sempre più evidente di numerose deroghe alla sicurezza, con false manutenzioni perfino presso comunità, come scuole e ospedali. Lo schema volontario ICIM certifica l'affidabilità delle aziende di manutenzione di estintori, idranti, porte tagliafuoco e propone uno strumento immediato, un QRCode identificativo della Certificazione che non può essere contraffatto.

 

Il QRCode conferma, infatti, la veridicità del marchio di certificazione ICIM riportato sul cartellino di manutenzione ed è criptato e univoco. Questo sia per l'azienda, della quale vengono riportati i dati sensibili della certificazione, sia per il mercato, che attraverso ICIM può verificare se il cartellino di manutenzione è attivo e originale. I dati UMAN attestano che il settore “safety” nel nostro paese muove complessivamente 2,7 miliardi (dato 2012, in calo del -2,4% rispetto all'anno precedente e stimato ulteriormente in calo a fine 2013) anche per il mancato valore a causa della falsa manutenzione. Si parla di 5 milioni di euro annui di Iva evasa con la conseguente mancata creazione di 200 posti di lavoro.

 

www.icim.it

 


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