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Un saluto a Paolo Tura

05/11/2010
La notte del 3 novembre 2010 si è spento Paolo Tura, un grande personaggio della sicurezza italiana.

E per chi scrive un padre coraggioso, un nonno irascibile, un vulcano di idee che si faceva beffe dell'età e delle disabilità fisiche. Chi ci ha lavorato fianco a fianco ricorda le sue esortazioni a scrivere i "coccodrilli" finché le persone erano vive e con esse la memoria e la capacità di descriverle al meglio. Non ha mai detto "scrivete un coccodrillo anche per me finché sono tra voi", ma era chiaro che l'avrebbe voluto. E invece capita di doverlo scrivere ora, a tempo scaduto. E di non trovare le parole adatte. E di aver paura di sembrare retorici o bolsi o banali, mentre lui era ironico, bizzoso, polemico ma sempre originale, creativo, pieno di intuizioni, con un enorme senso della giustizia e della responsabilità. Paolo Tura è stato un personaggio anche scomodo perchè non ha mai avuto paura di prendere posizione.
E in questo - e in molto altro - è stato maestro per quanti hanno collaborato con lui.
Un pensiero va alla famiglia, che ci ha chiesto di salutarlo con estremo riserbo: chi ha conosciuto Paolo Tura lo ricorda per sempre, nel bene o nel male, in tutta la sua carica positiva e negativa, in tutta la sua energia e vitalità di ragazzino, che ha conservato sempre, e che conserva anche adesso che la vita gli è sfuggita.

La sua età gli consentiva di lasciarci.

Paolo, ti auguriamo buon viaggio, come tanti ne abbiamo fatti assieme, in treno, in auto, in aereo. E ti ringraziamo per avere creduto in noi: la tua fiducia ci ha resi quelli che siamo e che quelli che saremo.

Ti ringraziamo di esserci stato maestro di vita e di lavoro.

Andrea Sandrolini, Carolina Pattuelli, Ilaria Garaffoni

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