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Certificazioni Privacy Professionals in Italia: i numeri salgono (e sono destinati a salire)

23/12/2013

ROMA - La riforma delle professioni non regolamentate da ordini e collegi e il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati, in via di approvazione, hanno come conseguenza l'istituzione dell'obbligo per tutte le pubbliche amministrazioni e per alcune tipologie di imprese di nominare un “responsabile della protezione dei dati”. Tra le certificazioni delle figure professionali basate sulla Norma ISO 17024, nel 2013 hanno continuato a farsi strada anche quelle dei privacy professionals. I registri di figure professionali certificate degli specialisti della data protection allo stato attuale, in Italia, sono due: quello del ”Privacy Officer e Consulente della Privacy”, certificato da TÜV Italia, e quello del “Data Protection Officer e Privacy Consultant”, certificato da Khc. Dati ufficiali pubblicati dai due rispettivi organismi di certificazione rilevano che, a fine 2013, risultano 123 i professionisti certificati “Privacy Officer” di TÜV, e soltanto 3 i “Data Protection Officer e Privacy Consultant” di Khc.

In tutto sono 126 i privacy professionals certificati a livello nazionale. Il numero non è ancora significativo ma si sta comunque osservando una costante crescita del numero dei professionisti che decide di specializzarsi nella materia. Lo evidenziano i dati di fine anno forniti da Federprivacy, l'associazione professionale che vanta la maggiore rappresentatività della categoria in Italia con oltre 800 iscritti. Sono infatti 442 i professionisti che hanno iniziato il percorso di certificazione come Privacy Officer, contro i 268 che risultavano a dicembre dello scorso anno, con un incremento del 64,93%. Anche il numero dei certificati emessi da TÜV, ad oggi 123, segna un incremento del 50% rispetto allo stesso periodo del 2012, quando i certificati erano solo 82. 

Secondo le statistiche disponibili, dei 442 professionisti che hanno iniziato questo percorso di certificazione sono avvocati, consulenti del lavoro, commercialisti. 116 sono responsabili privacy o security manager di pmi e grandi aziende, multinazionali incluse, mentre 86 provengono dalla pubblica amministrazione, mentre 17 sono investigatori privati. É bassa la percentuale, pari al 6,87%, di coloro che non sono riusciti a superare l'esame di certificazione con TÜV al primo tentativo. La progressiva presa di coscienza da parte delle aziende del valore dei dati, congiuntamente all' iter legislativo seguito dalla nuova normativa europea sulla privacy determineranno un notevole aumento del numero dei privacy professionals anche nel corso del 2014. Ne sono un chiaro segnale le attività programmate per la certificazione del Privacy Officer, con 5 sessioni di esami già previste in calendario dall'organismo di certificazione TÜV per il solo 1° semestre del 2014, e altrettante edizioni del “Master di specializzazione per Privacy Officer & Consulente della Privacy”, corso di 48 ore promosso da Federprivacy.

Quest'ultimo soddisfa il requisito della formazione specifica richiesto dallo schema di certificazion di TÜV per la figura professionale di “Privacy Officer & Consulente della Privacy”.

 

 

 

 

 



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