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Anie Confindustria chiede la sospensione del Decreto di modifica al Sistema di qualificazione negli appalti

11/12/2013

MILANO – Anie Confindustria lancia un allarme: la specializzazione e l’eccellenza tecnologica delle imprese italiane è seriamente a rischio. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 280) lo scorso 29 novembre del Decreto del Presidente della Repubblica che va ad incidere sul Regolamento (DPR 207/2010) di attuazione del Codice degli Appalti, “stravolge” il sistema di qualificazione negli appalti a scapito delle imprese specializzate ad elevato contenuto tecnologico. Ci stiamo riferendo a oltre 1.200 imprese aderenti ad ANIE Confindustria, che ogni anno investono in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.

Claudio Andrea Gemme, Presidente di ANIE Confindustria è molto chiaro in proposito: “La ricaduta sulle imprese ANIE del D.P.R. appena pubblicato, che peraltro recepisce solo formalmente, ma non sostanzialmente, il parere del Consiglio di Stato (n. 3014) dello scorso giugno è dirompente e va immediatamente sospeso. Il sistema di qualificazione dei lavori pubblici, così come delineato dal Codice dei Contratti pubblici e dal Regolamento, infatti, non è stato messo in discussione “nei suoi principi fondanti” dal parere del Consiglio di Stato – prosegue Gemme - Non è stata messa in discussione la distinzione, corretta e opportuna, tra categorie “a qualificazione non obbligatoria” e categorie “a qualificazione obbligatoria”.

E neppure la distinzione - prosegue Gemme - tra categorie a qualificazione obbligatoria e categorie “super specialistiche”. Il Presidente ritiene “inaccettabile” che il provvedimento si limiti a cancellare alcune norme con la conseguenza di paralizzare il mercato delle opere pubbliche e di stravolgere gli equilibri del sistema. Si prevede di fatto che tutte le opere specialistiche, tra cui si annoverano, tra le altre, la realizzazione di impianti tecnologici quali elettrici, ascensori, sistemi antintrusione, illuminazione, trazione elettrica, segnalamento ferroviario, non debbano più obbligatoriamente essere eseguite da imprese con adeguata qualificazione SOA ma potranno essere eseguite direttamente dall’impresa generale, qualificata solo per la categoria prevalente dell’appalto.

“Così come è inaccettabile – spiega Gemme - che non venga riconosciuto il valore delle categorie “super-specialistica” per le quali si richiedeva l’obbligo di costituire una ATI con l’impresa qualificata. È una situazione ovviamente gravissima, che minaccia non solo la salute del nostro comparto e le nostre quasi 1.200 aziende, ma che ha ricadute gravissime sul Sistema Paese e su tutte le imprese ad elevata specializzazione tecnologica. Per non parlare della qualità degli interventi, che inevitabilmente verrà meno”. Il Presidente conclude affermando che il settore elettronico ed elettrotecnico, “già prostrato dalla crisi in corso, deve essere preservato come eccellenza dell’industria ‘made in Italy’.

Occorre quindi rivedere il sistema di qualificazione trovando un punto di equilibrio tra l’esigenza di valorizzare le competenze delle imprese specialistiche e gli interessi delle imprese generali ad eseguire direttamente alcune lavorazioni complementari per la realizzazione del loro intervento. Va mantenuta la distinzione tra categorie “a qualificazione obbligatoria” e categorie “a qualificazione non obbligatoria” e definiti i criteri per individuare le categorie super specialistiche, rivedendo l’Allegato A secondo parametri di serietà, competenza e innovazione tecnologica. Confidiamo quindi in un intervento tempestivo che riporti equilibrio e stabilità.”


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