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ANIE-FME presentano il progetto di tutela delle produzioni di qualità del mercato cavi

23/09/2013

MILANO - La difesa della qualità e della sicurezza dei prodotti dell’industria elettrotecnica ed elettronica sono una delle priorità di Federazione ANIE, impegnata in prima linea insieme ad FME e IMQ. Su questo tema produttori e distributori hanno condiviso un’agenda di iniziative, con l’obiettivo di verificare l’immissione di prodotti certificati, soprattutto in un momento in cui le difficoltà del mercato possono favorire la logica del prezzo più basso e quindi la circolazione di manufatti le cui caratteristiche non siano conformi ai requisiti. É quello dei cavi e conduttori elettrici, nello specifico, il primo comparto in cui si esplica questa collaborazione. Si tratta di un settore particolarmente delicato, in cui negli ultimi mesi l’Associazione Italiana Industrie Cavi e Conduttori Elettrici (AICE) ha verificato una flessione della qualità delle produzioni.

 

Non possono intervenire a giustificarla né il rialzo del valore del rame né l’elevata erosione dei margini e neppure le difficoltà finanziarie legate ai ritardati pagamenti. I più recenti dati sui controlli effettuati da IMQ sono eloquenti: su 145 matasse prelevate da 21 diversi rivenditori e relative a 17 costruttori, un terzo è risultato non conforme ai requisiti certificati. Siamo dinanzi a un quadro inaccettabile per un settore che si è affermato nel mondo per la qualità delle proprie produzioni e che nel 2011 vantava un fatturato di 3.090 milioni di euro, sceso a 2.613 nel 2012. Per fare fronte a questa situazione, AICE si è unita all’Istituto Italiano del Marchio di qualità in un programma di moralizzazione del mercato. L'iniziativa, che contempla anche un’intensa attività di sensibilizzazione sul territorio, è stata avviata con il coinvolgimento della Federazione dei distributori e prevede un piano formativo, rivolto ai principali interpreti della filiera, un programma di monitoraggio mirato e un potenziamento dell’attività di testing e verifica.

 

Stefano Bulletti, Presidente di AICE spiega i vantaggi di una simile iniziativa, volta a contrastare i potenziali rischi di dequalificazione delle produzioni made in Italy: “Riteniamo che la presenza di un marchio di sicurezza di terza parte, non solo consenta a noi produttori di distinguerci sul mercato, ma ci offra anche un ulteriore mezzo di controllo del nostro operato”. “Nel ruolo di distributori e rivenditori” - ha proseguito Gianpaolo Ferrari, Presidente di FME - “oltre alle responsabilità di trasparenza e di affidabilità nei confronti del cliente finale, abbiamo anche delle responsabilità imposte dalla normativa italiana. Uno strumento che tuteli la nostra attività e che ci garantisca sul mantenimento dello standard qualitativo dei prodotti trattati, diventa dunque indispensabile”.

 

I rischi di una scarsa qualità

 

Quali sono le criticità che potrebbero emergere a causa del perdurare di una simile situazione? Qualche esempio: sottodimensionamento del conduttore e dunque ridotta resistenza elettrica; produzioni con mescole di scarsa qualità, non performanti in termini di non propagazione dell’incendio; riduzione dei materiali di isolante e guaina, ma anche più semplicemente incompletezza dei dati o non corrispondenza delle lunghezze dichiarate, potrebbero infatti comportare significativi rischi con costi sociali ed economici non indifferenti. Molto chiare le parole del Direttore Generale di IMQ: “Sono certo che la collaborazione virtuosa avviata tra ANIE/AICE, FME e IMQ contrasterà con determinazione il rischio di dequalificazione delle nostre produzioni, amplificando le valenze offerte dalle procedure di certificazione quali quelle adottate da IMQ, comprensive della sorveglianza sia sulla produzione sia sul mercato”.

 

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