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Privacy Day: 800 persone e il Prefetto di Pisa che parla di "Anagrafe delle telecamere"

23/05/2013

PISA - Il Prefetto di Pisa Francesco Tagliente torna a parlare delle nuove strategie di contrasto alla criminalità, evidenziando l’esigenza di razionalizzare e capitalizzare gli investimenti fatti con l’installazione delle telecamere cittadine.

In occasione del 3° Privacy Day, organizzato al Palazzo dei Congressi da Federprivacy, è infatti intervenuto riprendendo quanto avviato a Pisa con il progetto  "Anagrafe delle telecamere" per la sicurezza della città, presentato al convegno tenutosi presso la sede del CNR lo scorso 11 aprile, evidenziando la necessità di passare alla sua seconda fase.

“La protezione dei dati personali viene invocata, puntualmente, ogni volta che si pensa all'utilizzo di tecnologie per affrontare temi di particolare complessità” - ha detto il Prefetto nel salutare i presenti  aggiungendo che - la mancanza di conoscenza della disciplina giuridica potrebbe indebolire le potenzialità dei progressi in tema di sicurezza. “A Pisa – ha continuato - per fare un esempio, alcune telecamere installate venivano tenute spente”.

Tagliente ha, quindi, affermato di accogliere con particolare apprezzamento l’iniziativa del Privacy Day che, favorendo la conoscenza della normativa di settore, è da considerare  un investimento indiretto per la sicurezza.  

“Le iniziative che vengono adottate in materia, anche con riferimento alla protezione dei dati,  richiedono  impegno e determinazione” - ha proseguito il Prefetto, ricordando ad Augusta Iannini, ora Vice Presidente dell'Autorità Garante  per la protezione dei dati personali, presente all'evento, quanto fatto insieme prima dell'approvazione dei decreti interministeriali del 6 giugno 2005 per i biglietti nominativi e la videosorveglianza negli impianti sportivi.

“Tornando a Pisa - ha aggiunto - ricordo il dibattito nazionale che stava montando alla vigilia della presentazione dell’anagrafe delle telecamere. Solo la rassicurazione che il progetto era stato vagliato dall'ufficio del Garante per la Privacy e la presenza di un suo rappresentante al momento della presentazione del progetto alla stampa  ha consentito di superare le perplessità.”

“Ora che abbiamo completato la prima fase – ha continuato –  e le Forze di Polizia dispongono, già da un mese, di un’informazione completa e immediata sulla dislocazione degli apparati di videosorveglianza, in vista della possibile acquisizione delle immagini per finalità di sicurezza pubblica, di prevenzione o per l’accertamento dei reati, stiamo pensando alla seconda. Tutti i dati concernenti le coordinate geografiche delle 1.472 telecamere sinora censite, sono stati inseriti in una mappa geo-referenziata e raccolti in forma anonima, a disposizione esclusiva della Prefettura, della Polizia di Stato, dei Carabinieri e della Guardia di Finanza . Grazie a questa mappatura, in presenza di un reato, è possibile verificare all’istante l’ubicazione in quella zona di telecamere, contattare i proprietari dell’impianto e farsi consegnare le registrazioni in breve tempo”.

“La disponibilità della mappa delle apparecchiature – ha proseguito il Prefetto – rappresenterà un significativo vantaggio in termini di economia delle risorse per le Forze dell’Ordine, alle quali è stata offerta la possibilità di accertare in tempo reale, in caso di reati consumati, la presenza nei luoghi di interesse di occhi elettronici e, in caso positivo, di acquisire con maggiore tempestività i relativi supporti visivi. Per ridurre ancora di più il carico di lavoro di poliziotti, carabinieri e finanzieri nell’attività operativa e investigativa- ha concluso- si sta già pensando alla fase due, con la quale sarebbe possibile, grazie a un software di ultima generazione, passare in rassegna milioni di fotogrammi, così da individuare veicoli sospetti o bloccare l’immagine sui volti dei possibili malviventi”.


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